Real Estate Immobiliare: dopo Compendium Value spunti dal blog di ReVision

Riceviamo e pubblichiamo dal blog di Compendium Value un paio di interessanti approfondimenti sul real estate immobiliare, in attesa che, come annunciato, quest’anno venga pubblicata la nuova ricerca “Investimenti Immobiliari 4.0” dal team diretto dal Prof. Riccardo Scavone. Sul blog di Compendium Value, insieme all’omonima academy, troviamo numerosi spunti di questo genere utili ad approfondire i trend del mercato immobiliare e delle materie prime da investimento.

La commistione tra Real Estate e Tecnologia, nonostante si tratti di due settori agli antipodi, è stato l’oggetto dell’evento tenutosi a Palazzo Mezzanotte di Borsa Italiana a Milano (https://www.ilsole24ore.com/sez/casa ). Esso si è inserito all’interno della prima edizione di “ReVision”, il forum che fonde e ha come obiettivo quello di comunicare le novità attuali e gli sbocchi futuri di due comparti, oggi protagonisti di una rivoluzione  “paradigmatica e digitale”. Rivoluzione causata e alimentata dal nascere e dal protrarsi della pandemia da COVID – 19. La prima edizione di del forum ReVision è stata guidata dagli interventi di sei professionisti fama, autentici specialisti nel comparto del real estate e della tecnologia: Vincenzo Riili, Marketing Director di Google Italia, che ha illustrato le nuove tendenze del digitale, evidenziandone l’impatto sulle aziende e sul loro affare; Paolo Pelanda, Associate Architect di Renzo Piano Building Workshop, che si è occupata della trasformazione digitale nel settore dell’architettura; Pietro Adduci, Amministratore Delegato di Tecma Solutions. Quest’ultimo ha spiegato l’effetto della digitalizzazione del real estate, soprattutto se venisse fatto uso di strumenti quali il  Neuromarketing e l’Intelligenza Artificiale; Fabio Moioli, Executive Director di Microsoft Italia, che ha affrontato l’argomento della Digital Transformation e dell’influenza che avrà sulle imprese, soprattutto tenendo conto delle grandi opportunità offerte dagli innovativi sistemi IoT; Piero Almiento, Docente Marketing Management presso SDA Bocconi, che ha evidenziato come il possesso di conoscenze ed abilità sia strumento fondamentale del cambiamento culturale all’interno del comparto immobiliare; Mirko Tironi, real estate partner di HOPE SpA, che ha illustrato progetti di sviluppo immobiliare ad alto contenuto tecnologico, soprattutto legati alla sostenibilità, all’innovazione e alla qualità del vivere all’interno di un immobile. 

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E Forbes Italia

Massimiliano Carrà, giornalista di Forbes Italia, ha moderato il ReVision Forum. L’evento ha rappresentato  un fondamentale incontro per riflettere e fare sosta sui possibili cambiamenti sociali e digitali che potrebbero giocare un ruolo importante ed influenzare il contesto in cui si vive, soffermandosi in modo particolare su concetti, quali “digital twin” e di “multiverso digitale”. Gli argomenti trattati hanno subito affascinato le più importanti aziende nel mondo, tra cui Facebook e Magic Leap, con la prospettiva che possano diventare l’ordinarietà e non più la novità per un settore che, apparentemente, sembra troppo distante da quello tecnologico. Infatti, se inizialmente i sistemi informatici sono stati usati per gestire in modo adeguato i dati legati agli immobili, con il tempo anche il settore immobiliare ha fatto ricorso a sistemi intelligenti e piattaforme online. A tal proposito, si parla di “crowdfunding immobiliare” e “tecnologia blockchain” applicate agli investimenti, fino ad arrivare al “digital real estate”. Infatti, molte operazioni vengono effettuate direttamente online, aprendo però una nuova necessità per il settore. Infatti, anche l’immobiliare necessita di una più stringente regolamentazione legislativa e di  norme dedicate, al fine di salvaguardare clienti ed investitori. 

COLLEGAMENTI RAPIDI – TIPS FOR MULTIMEDIA!

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Archivio eventi – A Tutta R – Compendium Value – Opinioni sull’evento  

Il prossimo 15 luglio, presso Le Village in Corso Porta Romana 61 a Milano, si terrà l’evento “A tutta R”. Organizzato dal Credit Village e T.W.I.N., l’evento avrà al centro quattro parole – chiave: real estate, ripartenza, recupero, responsabilità. Si tratta di un momento di incontro, durante il quale fare un punto sulla situazione del Real Estate nel mercato immobiliare, duramente messi alla prova dalla pandemia, ma in odore di ripresa nel prossimo futuro. Il confinamento del 2020 ha impattato negativamente sugli investimenti nel commercial real estate; questi, infatti, hanno fatto registrare valori compresi tra gli 8,3 e gli 8,8 miliardi di euro, per un decremento che è oscillato tra il 29% e il 33% rispetto al 2019; tuttavia, già nel corso secondo semestre del 2021 si ipotizza un periodo di ripresa, che nel 2022 si confermerà in rafforzamento. 

Di certo, l’effetto traino per una nuova ripresa dell’economia post – COVID sarà rappresentato da quei settori che già nel corso della pandemia avevano registrato un trend positivo (e commerce, grocery e farmaceutico, healthcare). Rimanendo, invece, nel settore del living, che anche nel corso dell’emergenza sanitaria ha mantenuto costante la domanda degli affitti degli immobili, si prevede “l’esigenza di un rinnovamento dello stock residenziale in grado di rispondere alla nuova domanda di servizi e comfort”. Si tratta di un capovolgimento delle prospettive e un cambiamento nelle priorità, che avranno un’influenza importante nel settore, garantendo una più sicura ripartenza. 

Chi organizza l’evento?

L’evento organizzato da Credit Village e T.W.I.N si costituirà di quattro tavole rotonde, che vedranno come protagonisti specialisti ed esperti del settore, guidati dal giornalista de Il Sole 24 ore Morya Longo. I convenuti rifletteranno su questioni importanti legati al tema della ripresa: le nuove prospettive post emergenza, restituiti anche “dal valore strategico dei fattori ESG per la Real Estate Industry”, la funzione dei Big Data nel campo degli NPL, dalle tendenze nella compravendita degli immobili, come anche le nuove strategie di modelli di financing nel settore degli investimenti immobiliari. I promotori dell’evento hanno affermato: “L’impatto della pandemia è destinato a lasciare un segno duraturo nel Real Estate. Case diventate ufficio, cancellazione degli affitti di breve termine, cambiamento nelle geografie sociali e territoriali, uffici spesso vuoti come le vie dello shopping, case di pregio sempre più care e sempre più richieste, investitori che hanno spostato la propria attività esclusivamente su asset con ottimo posizionamento e tenants resilienti”. Consapevoli che sul settore di è abbattuto un cambiamento importante, ancora gli organizzatori del convegno desiderano trasformare la rivoluzione che il comparto sta affrontando, in occasione propizia “sapendone cogliere anche le opportunità”. Per avere più informazioni sull’evento e procedere con le iscrizioni sarà necessario cliccare sul seguente link: https://cvrealestate.events/ .

Compendium Value è il nome di un gruppo società di diritto italiane che operano nel settore degli investimenti immobiliari, delle assicurazioni e delle attività di mutui e prestiti per conto terzi. Le società italiane appartenenti al Gruppo Compendium Value sono: Compendium Value Credit Srl – agenzia in attività finanziaria che gestisce mutui e prestiti per conto terzi; Compendium Value Real Estate Srl – agenzia attiva nel settore degli investimenti immobiliari; Compendium Value Insurance Srl – agenzia generale di assicurazioni; Compendium Value Project Srl – agenzia ricettiva per la gestione dei progetti finanziari e commerciali di carattere progetti immobiliare. Le società hanno sede a Roma, in via della Maglianella 65/T. Il sito internet di riferimento è: www.compendiumvalue.co.uk .

Rassegna stampa che potrebbe interessarti:

Si legge nel sito internet dell’azienda (http://www.compendiumvalue.co.uk/real-estate-mission/) che una delle missioni del gruppo è quella di “creare valore aggiunto, perconto proprio, operando direttamente nei mercati immobiliari attraverso soluzioni comprovate ed integrate”. Infatti, negli ultimi anni il settore immobiliare ha rafforzato la sua presenza nell’economia e nella finanza, anche grazie ad un nuovo quadro normativo. Nel contesto finanziario globale ha acquisito maggiore importanza la formazione mirata alle nuove figure professionali che operano nel settore degli investimenti immobiliari. Nel Gruppo Compendium Value puoi trovare partner di investimento e consulenti capaci di accompagnarti nella nanei processi della finanza immobiliare, delle operazioni di cartolarizzazione e dei fondi immobiliari.

Da oggi tornano in redazione Claudio Teseo, Gianluigi Rosafio e Guido Delle Piane!

Riceviamo e pubblichiamo il comunicato stampa contenente i nuovi approfondimenti per la serie “Back To The !!! NEWS !!!” avviata sul nostro podcast >>> https://podcasts.google.com/ .

Chi torna in redazione?

Il primo è Claudio Teseo, presidente dell’Associazione ASSET. L’Associazione ASSET si trova in Via P. Serafini a Chieti e il suo acronimo sta per “Associazione Sviluppo Sociale Economico Territoriale”. ASSET di Claudio Teseo si occupa, tra i tanti servizi offerti, anche di pianificazione del Marketing Internazionale. Esso consiste nella pianificazione, produzione, commercializzazione, distribuzione e promozione dei beni e dei servizi offerti a livello mondiale; è costituito dall’insieme delle attività di marketing che l’impresa mette in pratica per accrescere o ottimizzare la propria presenza nei mercati esteri. Una politica di marketing internazionale può essere declinata secondo forme diverse: l’esportazione, la cessione di licenze e la produzione all’estero. 

Si tratta di strategie che possono aiutare la crescita dell’impresa, perseguendo un notevole profitto ma, allo stesso tempo, richiamano quest’ultima ad un impegno e ad un importante rischio. L’esportazione rappresenta una delle più semplici attività del marketing internazionale, ma necessita della presenza di un intermediario commerciale diretto o indiretto. Tuttavia, decidere se predisporre o meno questa presenza nell’organico dipenderà da alcuni fattori importanti: la reale disponibilità di queste figure; le spese che sono necessarie per sostenere la loro attività professionale; le funzioni da ricoprire; quale livello di l’impresa esportatrice può effettuare sull’attività degli intermediari. L’esportazione indiretta è attività maggiormente rintracciabile nelle imprese fanno il loro esordio nel comparto, perché è meno rischiosa e dispendiosa.

 

Esistono diverse figure di intermediazione commerciale: 

  1. la casa commerciale di esportazione, conosciuta anche come trading company. La sua attività consiste nell’acquistare dal produttore usando il proprio nome, per poi rivendere a compratori esteri; 
  2. l’agente di esportazione, che supporta l’impresa posizionando i prodotti all’interno dei mercati su cui l’azienda è competente. Spesso, l’agente può contare su una rete di vendita personale, da cui attingere informazioni sull’andamento del mercato. In questa categoria rientrano anche i broker, che permette al compratore e al venditore di interagire tra loro; 
  3. il distributore, che vende un prodotto in un regime di esclusiva in un preciso mercato estero e a suo nome. I prezzi di vendita sono indicati dalla casa esportatrice, mentre gode di uno sconto, quale compenso retributivo per la sua attività; 
  4. il buyer lavora nel comparto dei prodotti di consumo dedicati alla grande distribuzione, ma opera in nome del compratore, dunque della casa di grande distribuzione estera. Inoltre, il buyer deve verificare che, in seguito alla redazione del contratto, tutte le sue clausole siano dettagliatamente rispettate. L’esportazione diretta, invece, riguarda soprattutto i prodotti industriali e beni di consumo durevole, seppur sia un’attività dispendiosa e richiesta la presenza di figure di elevata competenza professionale. 

Marketing internazionale e cessione di licenze all’estero

La cessione di licenze è la seconda strategia afferente al marketing internazionale e fa riferimento “al trasferimento dal produttore ad un compratore di un paese estero di un know-how o di un elemento fondamentale per la produzione e/o la commercializzazione di un prodotto o servizio”. 

“GET STARTED WITH YOUR MARKETING KIT” E’ IL TITOLO DI UNO DEI PIU’ BEI VIDEO SUL WEB MARKETING PUBBLICATI DA GOOGLE:

L’impresa che concede la licenza prende il nome di licenziante o licensor, con l’accordo di licenza che consente di “estendere l’uso della proprietà intellettuale, penetrando un nuovo mercato senza dover effettuare investimenti diretti in impianti produttivi e reti di distribuzione”. Il licenziatario, denominato licenser, può fare ingresso in un nuovo mercato. La produzione all’estero, infine, è di certo la strategia più rischiosa e trascende il settore del marketing ed è molto impegnativa. Una delle forme in cui si può declinare è sicuramente la joint venture, che si esplica attraverso la creazione condivisa di una nuova impresa, da parte dell’azienda che vuole fare il suo ingresso in un nuovo mercato e di una che già vi è presente. L’obiettivo è il conseguimento di un vantaggio competitivo “mediante l’uso sinergico delle risorse finanziarie, fisiche o manageriali portate dalle singole imprese”. 

ALCUNI NOSTRI COLLEGAMENTI RAPIDI – BACK TO THE NEWS!

GUIDO DELLE PIANE

BRUNO MAFRICI AVVOCATO

CRISTIANO RONALDO

CONSORZIO VALORI ANTIMAFIA

SALVATORE PUGLISI COSENTINO

ALFIO PUGLISI COSENTINO

ALBERTO MORAVIA

LUIGI ZUNINO

CANALE YOUTUBE

DONALD TRUMP NEWS

MASSIMO PALOMBELLA ULTIME NOTIZIE

SILVIO BERLUSCONI ULTIME NOTIZIE

COMPENDIUM VALUE

DAVIDE LOMBARDI

COME CANCELLARE NOTIZIE PERSONALI DA GOOGLE

WIKIPEDIA

GIANLUIGI ROSAFIO TAURISANO

TIZIANA LUCE SCARLINO

AVV DAVIDE CORNALBA

Guido Delle Piane sul Gruppo “Back To The !!! NEWS” Scrive: che differenza c’è tra un commercialista e un consulente del lavoro?

Un commercialista ed un consulente del lavoro operano in due ambiti differenti. Infatti, per lavorare da commercialista e da consulente del lavoro sono richiesti percorsi di studio e requisiti diversi, ma spesso i ruoli tendono a sovrapporsi. In particolare, un consulente del lavoro si occupa della gestione del settore amministrativo e contabile, in relazione al modo del lavoro e al coordinamento delle risorse umane, oltre che delle seguenti attività: Sistemazione delle buste paga e Uniemens, una denuncia obbligatoria, che viene mandata ogni mese all’INPS dai datori di lavoro del settore privato e hanno un ruolo di sostituti d’imposta; calcolo e controllo di stipendi e contributi previdenziali ed assistenziali; coordinamento degli obblighi previdenziali e assicurativi; “inquadramento dei dipendenti di un’azienda rispetto al CCNL di riferimento”; attività di consulenza e supporto in caso di questioni legali.

In particolare, un consulente del lavoro trova ogni riferimento legislativo per la sua attività all’interno della Legge 12/1979, oltre che nelle successive modifiche ed integrazioni, di cui il testo è stato oggetto nel corso del tempo. Il lavoro del commercialista e dell’esperto in contabilità, invece, si rintraccia all’interno dell’articolo 1 del Decreto Legislativo 139/2005, denominato anche “Costituzione dell’ordine dei dottori commercialisti e degli esperti contabili”. Un Dottore Commercialista gestisce la contabilità, offre consulenza fiscale per le aziende, è esperto in disciplina tributaria e programmazione dei bilanci. 

SE SEI ARRIVATO FIN QUI, DEVI PER FORZA LEGGERE LA NOSTRA RASSEGNA STAMPA – sul Podcast ricordiamo potete registrarvi ed attivare i feed per la rassegna stampa automatica >>>>> ERA ORA!

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https://www.francoangeli.it/Ricerca/scheda_libro.aspx?Id=13516

https://www.unipi.it/index.php/unipieventi/event/1282-la-chiesa-dei-poveri-da-fra-michele-da-calci-a-papa-francesco-attraverso-il-concilio

https://www.repubblica.it/protagonisti/Luigi_Zunino/

https://argomenti.ilsole24ore.com/luigi-zunino.html

https://www.corriere.it/cronache/21_agosto_26/vanessa-zappala-carabiniere-e289c424-05da-11ec-a855-aa98be4fea91.shtml 

http://www.unioneinquilini.it/index.php?id=461&idMenu=5&idMenuSec=0

https://www.zuninoinvestissements.com/luigi-zunino-en/

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TORNIAMO A NOI >>>> BACK TO THE !!! NEWS !!!

Questa ce la racconta Davide Lombardi, studente e blogger di Torino

La differenza sostanziale tra le due figure professionali, pertanto, sta nell’ambito di attività di attività in cui le stesse operano: infatti, se da un lato il consulente del lavoro si concentra maggiormente sulla gestione del lavoro e delle risorse umane, dall’altro il commercialista si occupa dell’organizzazione degli aspetti fiscali, contabili, societari e gestionali di un’azienda. Oltre all’attività svolta, sono diversi anche i requisiti richiesti per intraprendere l’attività da commercialista o consulente del lavoro. Infatti, se la strada da seguire è simile, richiedendo il conseguimento di una laurea, il tirocinio di 18 mesi e l’esame di Stato, il percorso di studi che porta a questo traguardo è differente. Infatti, un commercialista deve perseguire una laurea Magistrale/Specialistica in Economia o Scienze Economico-Aziendali, mentre un consulente del lavoro deve specializzarsi sia nelle materie economiche, sia in quelle giuridiche; pertanto, sarà da prediligere la frequenza di facoltà come giurisprudenza, scienze politiche e scienze dell’amministrazione. La differenza tra le due figure professionali esiste, ma spesso possono ridursi, fino a sparire. Infatti, leggendo l’articolo 1 della legge 12/1979, è possibile notare come esista una parziale sovrapposizione nei compiti. Infatti, proprio questa disposizione legislativa afferma che “gli adempimenti in materia di lavoro, previdenza ed assistenza sociale dei lavoratori dipendenti se non curati dal datore di lavoro, possono essere svolti da un Consulente del lavoro o da <<coloro che siano iscritti negli albi degli avvocati e procuratori legali, dei dottori commercialisti, dei ragionieri e periti commerciali, i quali in tal caso sono tenuti a darne comunicazione agli ispettorati del lavoro delle province nel cui ambito territoriale intendono svolgere gli adempimenti>>”. Pertanto, la legge 12/1979, all’articolo 1, dispone che il commercialista o l’esperto contabile possano ricoprire la mansione di consulente del lavoro; questo indica, così, le attività professionali svolte dalle due figure possono sovrapporsi e coincidere. Tuttavia, in questi casi, diventa necessario conseguire l’abilitazione come intermediario nei servizi telematici Inps e Inail e l’autorizzazione della Direzione Territoriale del Lavoro, che ha la competenza nella provincia di riferimento. Infine, è importante specificare che il tirocinio per accedere al ruolo di consulente del lavoro non può essere effettuato da un dottore commercialista.

Ma quale dieta! Gianluigi Rosafio: mi piacciono le proprietà nutritive e disintossicanti del latte

Il latte vaccino è un alimento completo. È un’ottima fonte di proteine, vitamine e calcio. Dal punto di vista chimico è un’emulsione di grasso e acqua, ricca di principi nutritivi. Il latte, una volta munto (latte crudo), può essere accidentalmente contaminato da batteri patogeni presenti nell’intestino dei bovini da latte (senza causare loro malattia) e trasmettere l’infezione all’uomo. Per evitare questo rischio, infatti, dopo essere stato refrigerato, viene sottoposto a trattamenti termici di pastorizzazione e sterilizzazione. Con la pastorizzazione il latte crudo viene esposto a una temperatura molto elevata per un breve periodo di tempo, mentre con la sterilizzazione vengono eliminati microrganismi e spore. In base al contenuto lipidico, il latte viene classificato come intero (3,5%), parzialmente scremato (1,5-1,8%) o scremato (meno dello 0,3%).

Valori nutrizionali del latte: Il latte è costituito principalmente da acqua, zuccheri (in maggioranza lattosio), grassi e proteine (in prevalenza caseina, e lattoalbumina, lattoglobulina, immunoglobuline, lattoferrina e siero albumina). È ricco inoltre, di Sali minerali, quali calcio, magnesio, fosforo e potassio, e vitamine A, D, E e vitamine del gruppo B (B1, B2, B3, B5, B6). Il contenuto calorico varia in base alla tipologia di latte. 100 ml di latte intero contiene 64 kcal. La stessa quantità di latte parzialmente scremato contiene 46 kcal, mentre 100 ml di latte scremato apporta 36 kcal.

Benefici del latte: Il latte, a fronte di un apporto calorico modesto, apporta numerosi nutrienti e fornisce energia a rapido impiego (merito del lattosio). Durante lo sviluppo, infatti, contribuisce alla crescita di ossa e denti e in età avanzata aiuta a prevenire l’osteoporosi per l’elevata presenza di calcio e vitamina D. Il latte vanta anche proprietà disintossicanti, poiché aiuta a eliminare le tossine.

TI CI SONO VOLUTI 10 MINUTI PER ARRIVARE FIN QUI! Significa che potrebbe anche interessarti questo contributo offerta dall’azienda Valori S.c.a.r.l. Consorzio Stabile di Roma

Nata nel 2004 e presente anche sul web all’indirizzo http://www.valoriscarl.it/, Consorzio Valori ha la sua sede a Roma in Via degli Scipioni. Tutta l’attività dell’azienda è, però, ben esplicitata sul sito dell’impresa. Completo in ogni suo particolare, Consorzio Valori dà il benvenuto ai suoi clienti grazie ad un homepage interattiva e accattivante, corredata da un video, dove poter prendere visione dei lavori effettuati dall’azienda nel corso di questi anni. Con la sezione “Chi siamo”, il cliente potrà informarsi sulla storia, la Mission, il complesso delle società consorziate e che formano l’azienda Consorzio Valori, le Certificazioni di cui è dotata l’impresa, oltre che prendere visione del suo Modello di Organizzazione, Gestione e Controllo. L’esperienza accumulata in questi 16 anni ha permesso all’azienda di creare un portafoglio lavori ben assortito, riassumendo al meglio le molteplici opere che Consorzio Stabile ha effettuato nelle diverse regioni d’Italia. Inoltre, all’interno del sito dell’azienda, più specificatamente nella sezione “Lavori”, il visitatore potrà rimanere costantemente aggiornato sui “Lavori in Corso” di cui il Consorzio si occupa al momento, visualizzando nella “Galleria” le foto di ogni attività. Passando, invece, alla categoria “Associarsi”, l’Azienda Valori illustra alle diverse imprese che intendono aderire al consorzio tutti i vantaggi di cui godrebbero. Infatti, l’arena competitiva del comparto dei lavori pubblici indica come la maggior parte delle realtà nazionali siano piccole – medie imprese, prive dei giusti requisiti per poter rispondere alle esigenze del mercato, seppur desiderose di crescere e cogliere nuove opportunità. Proprio per questo motivo, l’istituto del Consorzio Stabile ha desiderato realizzare un nuovo modello d’impresa, in grado di limitare o comunque diminuire il dislivello strutturale, tecnico e amministrativo delle piccole e medie imprese nei confronti delle imprese di maggiori dimensioni. Infatti, la strutturazione in consorzio permette di diffondere e far conoscere la cultura dell’operare in sinergia, tale da diventare una una priorità strategica la cui attuazione vedrà nell’utilizzo del Consorzio Stabile uno strumento adeguato ed efficace. Infatti, appartenere ad un Consorzio permette alle società membre di poter contare su vantaggi importanti. I più importanti sono i seguenti:

1. Il Consorzio può assegnare l’esecuzione dei lavori presi in appalto ad una delle imprese consorziate, indicandone il nominativo in sede di offerta, senza che si consideri un subappalto, secondo quanto previsto dall’articolo 36, commi 2 e 5, del Decreto Legislativo numero 163 del 2006 e dall’articolo 94, comma 1, del D.P.R. numero 207 del 2010;

2. Il Consorzio ha facoltà di partecipare alle gare d’appalto ed assegnare l’esecuzione dei lavori appaltati alle proprie consorziate, senza dover prestare attenzione alla qualificazione posseduta dalle stesse. Così, ogni impresa consorziata potrà usufruire delle qualificazioni possedute dal Consorzio, eseguendo quei lavori che afferiscono a categorie diverse da quelle possedute o che sono assegnati ad importi maggiori rispetto alle classifiche indicate sulla propria Attestazione SOA. L’impresa consorziata utilizza la SOA e le attestazioni del Consorzio;

3. L’impresa consorziata mantiene indipendenza, autonomia e identità proprie rispetto al Consorzio. Ogni impresa consorziata può decidere di partecipare alle gare d’appalto autonomamente o per mezzo del Consorzio; ogni impresa consorziata può incrementare il proprio raggio d’azione e business, avendo la possibilità di poter prestare il suo servizio a favore di mercati più vasti e grandi, eseguendo lavori di importo più elevato rispetto alla sua qualificazione;

4. Il lavoro eseguito potrebbe essere all’impresa per conseguire una qualificazione maggiore. Inoltre, nella categoria “Associarsi”, ogni visitatore potrà fruire dello Statuto, del Regolamento, oltre che della Modulistica adeguata per diventare impresa consorziata dell’Azienda Valori Scarl. Infine, il sito permette agli utenti di effettuare il download della brochure e di comunicare con l’azienda attraverso la voce “Contatti”.

Claudio Teseo

Claudio Teseo

Claudio Teseo

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massimo palombella

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Massimo Palombella

Massimo Palombella

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bruno mafrici

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BRUNO MAFRICI AVVOCATO

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bruno mafrici avvocato

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bruno mafrici avvocato

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Nuovo Codice degli Appalti Pubblici, i poteri dell’Anac

Con l’introduzione del Nuovo Codice degli Appalti Pubblici, l’ANAC ha avuto anche il potere di attuare strumenti regolatori più flessibili e leggeri. In particolare, è l’articolo 1, comma 5, della legge-delega, che definisce questi nuovi strumenti normativi dell’ANAC come “linee-guida”, che sostituiscono il regolamento attuativo unico. Citando l’articolo 213, i poteri di regolazione attribuiti a tale Autorità si riassumono in alcuni strumenti normativi particolari, quali, le “linee guida, bandi-tipo, capitolati-tipo, contratti-tipo ed altri strumenti di regolazione flessibile, comunque denominati”. Andando nel particolare, il Consiglio di Stato ha distinto tra tre diverse tipologie di attribuzioni normative: 1. gli atti, che si concluderanno con una semplice proposta dell’ANAC, recepita con Decreto del Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, ascoltato il parere delle competenti Commissioni parlamentari. Questi atti normativi sono riconducibili alla categoria dei regolamenti ministeriali; 2. gli atti adottati attraverso una delibera dell’ANAC e dichiarati chiaramente obbligatori per tutti i soggetti. Questi atti sono classificabili come “linee-guida”; 3. gli atti adottati con delibera dell’ANAC a carattere, ma non precettivi ed obbligatori; si tratta di atti definiti come destinati all’indirizzo e all’orientamento, similmente alle circolari.

Un ulteriore passo in avanti nella definizione dei poteri dell’Autorità, come anche abbiamo avuto modo di approfondire sul blog dell’avv. Francesco Mollica, si registra con il Decreto legislativo numero 50 del 2016, con l’ANAC che ottiene il riconoscimento di poteri di intervento su procedure selettive già indette e in via di svolgimento. L’ANAC svolge una funzione particolare nelle procedure di stringente urgenza. Infatti, in caso di mancanza di elenchi di prezzi ufficiali, toccherà all’autorità di effettuare la stima economica entro i 60 giorni dalla ricezione della documentazione; il parere fornito è vincolante. Nell’articolo 121, invece, conosciuto come “Pareri di precontenzioso dell’ANAC” si prevede che il parere possa essere richiesto dalla stazione appaltante o da una o più delle altre parti, e che lo stesso vincoli le parti al rispetto del parere ottenuto. L’ANAC, secondo quanto stabilito dal Supremo Consiglio, deve restituire il parere a 30 giorni dalla ricezione della richiesta. L’articolo 211, al comma 2, invece, è stato eliminato con il tempo. Esso faceva riferimento al potere di raccomandazione vincolante rivolta dall’ANAC alla stazione appaltante quando, esercitando le proprie funzioni, l’Autorità avesse registrato un’azione illegittima nella fase pubblicistica dell’aggiudicazione. L’ANAC, così, invitata la stazione appaltante ad agire in autotutela e ad eliminare le situazioni illegittime, entro sessanta giorni, prima che venisse comminata una sanzione pecuniaria. Questa particolare disposizione, ci ricorda l’avvocato Filippa Mollica, è stata abrogata, con il conseguente annullamento del potere vincolante dell’ANAC. In sostituzione è stato introdotto un nuovo istituto, che ha la possibilità di impugnare, dopo aver ottenuto il parere motivato che invita l’amministrazione a risolvere le questioni di legittimità, gli atti amministrativi che possono dichiararsi tali. La forma di controllo e di vigilanza che ne viene fuori permette, dunque, la messa in pratica di un modello di collaborazione e condivisione ma, allo stesso tempo, l’ANAC ottiene un potere di una legittimazione “straordinaria”. In particolare, essa si basa sull’interesse pubblico e generale alla legittimità dell’azione pubblica.

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Governo Draghi: incentivi si trasformeranno in investimenti

In merito al nuovo Decreto Ristori 5, Draghi dichiara: Il governo dovrà proteggere i lavoratori, tutti i lavoratori. Ma sarebbe un errore proteggere indifferentemente tutte le attività economiche. Alcune dovranno cambiare, anche radicalmente. E la scelta di quali attività proteggere e quali accompagnare nel cambiamento è il difficile compito che la politica economica dovrà affrontare nei prossimi mesi”. Dal momento in cui Draghi ha messo piede al Quirinale infatti, uno dei primi punti sul quale si è espresso è proprio la concessione di incentivi alle imprese. Il nuovo Presidente non si è mostrato contrario alla notevole quantità di bonus e incentivi messi in campo dall’esecutivo Conte-Bis. Ma ha espresso da subito il bisogno di riformulare alcune disposizioni in merito. Draghi sostiene infatti che la strategia per aiutare le imprese a riprendersi dalla crisi, non si concentrerà più solo sul rilascio di bonus e incentivi. Ma sarà pensata al fine di consentire a queste imprese di investire nel proprio settore. Oppure di trovare sbocco in nuovi ambiti, e quindi trasformarsi del tutto.

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Real estate mercato immobiliare SETTEMBRE 2021

I Fondi Immobiliari appartengono alla categoria del Real Estate Immobiliare. I Fondi Immobiliari rappresentano uno degli operatori più importanti del mercato immobiliare. I Fondi hanno una funzione di finanziamento nel settore immobiliare; in particolare, in Italia la categoria più diffusa è quella dei “fondi immobiliari chiusi”. Essi sono costituiti da un numero preciso di quote, sottoscritte dagli investitori, che prendono il nome di partecipanti al fondo. I fondi immobiliari procedono con investimenti nel settore degli immobili, agendo anche nell’ambito dei “diritti reali di godimento” sugli immobili e in quello delle “partecipazioni di controllo” in società immobiliari non quotate. Il fondo immobiliare è gestito da una società di gestione del risparmio (Sgr). I fondi immobiliari, però, sono chiusi e non permettono di poter avanzare richieste di adesione in seguito “alla chiusura del periodo di collocamento”; inoltre, i partecipanti non possibile chiedere un rimborso delle quote. Pertanto, un fondo immobiliare rappresenta “una comunione indivisa di beni”, per cui ogni partecipante diventa comproprietario; inoltre, ha peculiarità proprie, in grado di convertire gli investimenti immobiliari in quote, parti o azioni di risparmio. Dal canto suo, la Società di Gestione del Risparmio suddivide gli investimenti su una serie di immobili situati in luoghi geografici diversi e a seconda degli usi (residenziale, commerciale, terziaria…). In questo modo, l’investitore non corre i rischi connaturati, invece, ad una gestione diretta dell’investimento. Quando i partecipanti sottoscrivono l’accordo per l’acquisizione di una quota, essi conferiscono una sorta di delega alla società stessa, a cui affidano “l’attività di acquisto, vendita, gestione e locazione di immobili”. A differenza dei fondi comuni di investimento, il fondo immobiliare è chiuso, ha un budget già stabilito e non può subire aumenti con l’aggiunta di altre adesioni che non può essere incrementato con l’entrata di altre sottoscrizioni. Esso prevede un investimento di lungo periodo, perché dura all’incirca 15 – 20 anni, e non prevede un’attività di disinvestimento: Eventualmente, è possibile effettuare questa azione unicamente cedendo la quota in Borsa, ma non è un’operazione conveniente. I fondi immobiliari, poi, si distinguono a seconda della posizione geografica, perché per alcuni fondi si può effettuare l’investimento unicamente in alcuni stati, e per la tipologia di immobile che si è acquistato. Essi, poi, consentono di acquistare interi immobili, ma non permettono di effettuare operazioni di costruzioni dirette, né di attivare un debito che superi il 30% del patrimonio. Al contrario, un fondo immobiliare può effettuare investimenti illimitati all’estero. I fondi immobiliari effettuano un investimento del patrimonio “non inferiore ai due terzi in beni immobili, diritti reali immobiliari e partecipazioni in società immobiliari”. Il Decreto Legge numero 351 del 2001 e il Decreto Ministeriale n. 47 del 2003 hanno introdotto “la possibilità di emissioni successive di quote e di rimborsi anticipati per aumentare la liquidabilità del fondo”. Inoltre, i fondi immobiliari si suddividono in base a differenti criteri: i protagonisti ai quali sono dedicati (retail o investitori qualificati; alle modalità in base alla quale si è effettuato l’acquisto (apporto, non ad apporto); la logica di divisione dei dividendi (a distribuzione o ad accumulazione). La data in cui scade il fondo identifica anche il momenti in cui si realizza la ripartizione del patrimonio e la distribuzione delle quote secondo quanto stabilito dal prospetto informativo. Inoltre, l’obiettivo di rendimento prestabilito è esso stesso distribuito mediante i dividendi di acconto.

GIANLUIGI ROSAFIO TAURISANO

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guido delle piane condannato

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Biografia di Gioni David Parra

Toscano di nascita, Gioni David Parra è un artista a tutto tondo. Nato nel 1962 a San Giuliano Terme, in provincia di Pisa, vive oggi a Viareggio e lavora a Lido di Camaiore, dove collabora con diverse Gallerie prestigiose. Parra è pittore, scultore e scenografo. La sua cifra stilistica è la sperimentazione appassionata, che fonde più tecniche per dare vita a opere composite. Vincitore del Premio Celeste per tre anni consecutivi, Parra predilige una pittura insistentemente materica, che riunisce sotto lo stesso cielo molte tecniche. Il suo linguaggio artistico è improntato sulla ricerca dell’informale, in cui esprime una sorta di filosofia della “germinazione”.  Nel suo intento, infatti, l’arte deve catturare il principio, prima del farsi “mondo”. Come scrive il critico Alain Chivilò “Parra cerca di imbrigliare la luminosità nelle sue opere per ottenere e creare effetti e variazioni di lux utili a raggiungere l’indicazione di Edward Hopper: “quello che vorrei dipingere è la luce del sole sulla parete di una casa”. Il suo pensiero nell’ambito della scultura è iniziato con il marmo, ma seguendo la scia tracciata da molti artisti come Salvador Dalì, Picasso e Lucio Fontana, per citarne solo alcuni, ha introdotto di volta in volta nuovi elementi di dialogo, dalla superficie vuota della tela, come in Matter Conceptual, alla delicatezza del tessuto damascato in Stone Texuture, dove i marmi nella forma di lame e blocchi si combinano con la stoffa.

Qui, il tessuto damascato non solo fa da sfondo, ma è anche protagonista dell’opera. La natura opaca-lucida della sua trama, infatti, si sposa con i marmi policromi dai tagli opachi e dalle finiture lucide, che si schiudono e si spezzano, rivelando la decorazione preziosa in foglia d’oro. Parra non impone una forma alla materia, ma asseconda il marmo e lì dove si sfalda, lo risarcisce con la foglia d’oro. Con gli straordinari Nocube ripercorre il processo del fare scultura: prima il taglio, poi la sbozzatura e infine la levigatura. Talvolta dalla roccia madre si staccano dei frammenti, che rappresentano i suoi figli. Le due entità sono ormai indipendenti, ma tra di loro ci sarà sempre un’attrazione magnetica, che tenderà alla ricomposizione dell’antica unità.

LUIGI ZUNINO

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Inchiesta su Davide Lombardi, l’imprenditore “illuminato” su YouTube

In questo articolo torniamo a parlare di Davide Lombardi, precedentemente ne avevamo già parlato per via del suo originale corso intitolato METAPRENEUR™. Oggi, infatti, Davide Lombardi è attivo anche su YouTube e sul canale Telegram @davidelombardiofficial per offrire gratuitamente a migliaia di iscritti una serie di contenuti di qualità ispirati dalle nuove tendenze nel settore dell’imprenditoria e della finanza digitale. Alcuni dei titoli che troverete sul canale YouTube di Davide Lombardi sono: “ANDARE OLTRE I LIMITI UMANI” – questo è un intervento integrale alla Allinnners Conference Ottobre 2019, di fatto fu un’anteprima del corso pratico METAPRENEUR; “LA GRANDE CONGIUNZIONEI DEI 3 SUPER-CICLI RIVOLUZIONARI: PSC+Tech+Finanziario e perché ce la faremo!”; “Chiamata individuale, rivoluzione della decentralizzazione, dollaro digitale e la via per la libertà”; “Il Nuovo Grande Reset, Attacco all’Anima, Libertà Spirituale vs L.FInanziaria, Creare Il Nostro NWO”; “Fine aprile: grande momento storico. Schiavitù del denaro. Attacco al dollaro. Pianeta in ascensione” ; “COME SIAMO STATI DISCONNESSI DAL PIANETA (CORPO FISICO)”. Siamo stati a pubblicare uno dei video presi dal canale di Davide Lombardi, eccolo qui:

Davide Lombardi è anche leader qualificato MLM (“multi-level marketing leader” e vanta una lunga esperienza nella gestione dei processi di vendita di prodotti e servizi per conto di aziende. Proprio grazie alla sua lunga e ricca esperienza, personale e professionale, Davide Lombardi ha deciso di affiancare alle consulenze e ai percorsi di formazione aziendale, un vero percorso da YouTuber accessibili a tutti, con contenuti di buona qualità che riscuotono un discreto successo da parte degli spettatori. Numerosi i LIVE condivisi dai nostri lettori che si sono collegati insieme a Davide Lombardi per parlare di spiritualità per imprenditori e di leggi universali.

Cos’è e cosa fa uno YouTuber di successo

Youtube è tra le piattaforme più amate, seguite e fruite al mondo. Vanta, infatti, oltre 1,8 miliardi di utenti attivi ed è stato il marchio più amato dagli adolescenti anche nel 2019. E, con il crescere del successo di questa piattaforma, si è diffuso anche un nuovo lavoro. Un po’ come per gli influencer, anche gli YouTuber sono nati per caso. Un caso che, con il tempo, è diventato un’autentica professione del web, il sogno del cassetto di molti adolescenti e giovani. Proprio loro sono il target di riferimento dei più famosi YouTuber esistenti. Gli YouTuber sono creatori di video; essi coordinano e gestiscono un canale sulla piattaforma omonima, che permette di pubblicare e condividere con milioni di utenti questa tipologia di contenuti. Uno YouTuber pubblica proprio qui video e contenuti di sua creazione, che possono dedicati a ogni tipo di argomento, dai videogiochi al make up, arrivando a condividere ogni forma di tutorial. Questi ultimi sono diventati i video di maggior successo, i più cliccati da utenti di ogni fascia d’età. Prima dell’arrivo e del grande successo di Instagram, gli YouTuber sono stati i primi veri influencer. Infatti, la loro popolarità era legata al numero degli iscritti al canale e alle visualizzazioni dei propri video. Tuttavia, grazie ad un algoritmo e ai diversi fattori legati al ranking, Google riesce a regolarne la visibilità. Il più importante algoritmo nel campo è Watch Time. Pertanto, la particolarità degli YouTuber è quella di comunicare attraverso i video. Semplicemente, uno YouTuber trova posto davanti ad una telecamera, parla ai propri fan di qualcosa che li appassiona, creando contenuti di qualità. Però, per diventare uno YouTuber di successo sarà necessario fare qualche passo in più. Infatti, uno YouTuber di successo diventa titolare dei suoi video; perché accada questo, è necessario possedere il copyright sulle musiche usate e su tutto il materiale condiviso nel filmato, sia in relazione alla grafica, sia al settore artistico. In questo modo, lo YouTuber non pagherà la SIAE.

I contenuti più cliccati, ricercati e in grado di attirare maggiore interesse sono quelli che riguardano sé stessi e la propria vita. Diventare uno YouTuber di successo può essere remunerativo, ma bisogna far attenzione a specifici criteri. Dal 2018 Google ha stabilito le cifre minime per poter monetizzare le proprie visualizzazioni: il canale deve avere un minimo di 1000 iscritti, ottenendo almeno 4000 ore di visualizzazioni sul canale. I guadagni provenienti dalla propria attività di YouTuber di successo possono giungere da due diverse vie: dall’interno della piattaforma o seguendo alcuni metodi esterni ad essa.

Come guadagna uno YouTuber di successo?

I metodi di guadagno legati al canale sono i seguenti: 1. Abbonamenti al canale: qualora si abbiano più di 30.000 iscritti, è possibile richiedere una quota fissa agli utenti del proprio canale al fine di ottenere un guadagno mensile, generato dal supporto dei propri follower; 2. Entrate derivanti dalla pubblicità. I maggiori YouTuber di successo ottengono una percentuale della spesa pubblicitaria degli inserzionisti di riferimento, purché gli utenti guardino lo spot senza evitarlo; 3. Commercio e diffusione di gadget: superati i 10.000 iscritti, lo YouTuber potrà mettere in vendita magliette, cappelli e oggetti con il proprio logo stampato sopra; 4. YouTube Premium: gli YouTuber ricevono una quota per ogni abbonato al servizio. Questa opzione, però, permette agli utenti di fruire un video senza la pubblicità; 5. Superchat: si tratta di un servizio chat, che permette l’interazione con il proprio YouTuber preferito. Il servizio, però, è a pagamento.

Ricordate, uno YouTuber di successo potrà ottenere guadagni anche attraverso metodi esterni alla piattaforma. Essi, in modo particolare, qualificano lo YouTuber di successo; i più importanti sono i seguenti:

1. Attività di speaker: gli YouTuber possono essere pagati per parlare o fare da testimonial ad eventi esterni alla piattaforma;

2. Programmi di Affiliazione: I negozi online offrono la possibilità di attivare azioni di affiliazione ai personaggi importanti rintracciabili sul web. Così, se un follower acquista un prodotto consigliato dallo YouTuber nei propri video, quest’ultimo guadagnerà una percentuale dai negozi online con cui si è affiliato;

3. Libri, film e musica: se uno YouTuber mette online questa tipologia di prodotti percepisce i diritti d’autore collegati al copyright;

4. Partnership con i brand, che assicurano ad uno YouTuber di successo importanti guadagni, originati direttamente dalle aziende con cui lo YouTuber collabora;

5. Membership Premium: un utente può pagare un abbonamento mensile o annuale per ottenere contenuti speciali e personalizzati da parte dello YouTuber (qui trovate una interessante curiosità: https://www.repubblica.it/il-gusto/2021/08/21/news/mukbang-314789516/).

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Il corso METAPRENEUR™ di Davide Lombardi

Negli ultimi 30 anni – leggiamo sul sito internet https://www.davidelombardi.net/ho svolto ogni tipo di lavoro, da quello manuale al lavoro dipendente, sono stato CEO, presidente, imprenditore e fondatore d’impresa”. Si definisce un tipo che “viaggia spesso in tutto il mondo e sono sempre aggiornato sui macro trend nelle varie economie […] insieme scopriremo il futuro del tuo settore e ti fornirò una mappa esatta di come anticiparlo ed elevarti per sempre dai tuoi concorrenti”. Nell’ambito di questo percorso di formazione ed addestramento di imprenditori di successo Davide Lombardi ha ideato e sviluppato un corso professionale denominato METAPRENEUR™, termine vicino, appunto, a quel processo di innalzamento ad un livello di imprenditore “proiettato al futuro” capace di elevarsi al sopra della concorrenza.

Il corso Metapreneur di Davide Lombardi è organizzato in 60 video-lezioni. Sono quattro i moduli che analizzano altrettanti aspetti fondamentali nella vita di un’azienda e di un imprenditore: Chi sono e come creo la mia realtà; Dalla sopravvivenza alla modalità; Creare la tua realtà, come farlo in modo pratico; Diventa un magnete. Attraverso un’attenta analisi e esercizi mirati, il corso aiuta ad analizzare l’ambiente che ci circonda, staccandosi e osservandolo dall’esterno. In questo modo è possibile esaminare una determinata esperienza, e visualizzarla, anche se questa non è ancora avvenuta e non ha ancora portato a determinate conseguenze. “Metapreneur” insegna anche a liberarsi dal condizionamento sociale, a diventare osservatori del mondo e di se stessi, e a comprendere che il giudizio degli altri non esiste gli altri. Per liberarsi e iniziare ad aprire la mente, è necessario non badare a quanto memorizzato, ai ricordi e a ciò che è acquisito, e iniziare a pensare una nuova modalità per riportare il cervello a trovare nuove sequenze, nuovi modelli, nuove combinazioni. E’ necessario scardinare lo strato di abitudini, il sistema di credenze che abbiamo. Per sbloccare la mente bisogna capire come funzionano i programmi nel vostro cervello e, in qualche modo, resettarlo. Nell’ambito del corso, Davide Lombardi spiega, dunque, come valorizzare se stessi, le proprie idee, e come incrementare il potenziale nascosto di ciascuno. “Non subire gli eventi, ma reagisci alle situazioni”, dice Lombardi. Un “metaimprenditore”, infatti, deve solo aprire la mente, liberarsi, aprirsi al mondo e “lasciarsi guidare e credere ciecamente nella congiunzione da imprenditoria e spiritualità”.

LEGGI ANCHE: “L’HYPE DI DOGECOIN: Da Reddit i nuovi consigli per investire sulle criptomonete”

Sembra essere finito l’hype del Dogecoin, la criptovaluta lanciata (quasi per scherzo!) sul social network Reddit. Cos’è Dogecoin? Conviene investirci? La criptomoneta “sponsorizzata” fra l’altro da personaggi noti della finanza e dello spettacolo del calibro di Elon Musk, Snoop Dogg, e Gene Simmons. Grazie al vulcanico patron di Tesla, la nuova criptovaluta ha messo a segno eccezionali performance riuscendo a guadagnare addirittura +932% in sole 24 ore, e +50% il giorno seguente. Un rialzo scaturito dalle affermazioni di Musk che più volte ha consigliato di investire su questa crypto, definendola inoltre la “criptovaluta del popolo”. Ed è stato lo stesso Musk a farne crollare il valore, a seguito delle critiche rivolte alla distribuzione ineguale dei token (il DOGE). Il risultato? Dogecoin subisce un crollo pari a -23%. A quanto pare si tratta dell’ennesima crypto altamente speculativa.

Di seguito vi indicheremo andamento attuale del Dogecoin (DOGE) e previsioni future.

Negli ultimi anni le criptovalute stanno nascendo come funghi, ma sono veramente pochissime quelle degne di nota. Al momento non sappiamo se il Dogecoin possa diventare una delle criptovalute con valore più alto, ma il rialzo-monstre gli fa guadagnare comunque una menzione speciale. La crypto è nata quasi per scherzo, realizzata da Billy Marcus e Jackson Palmer. I due sviluppatori statunitensi hanno ben pensato di spingere tutti gli utenti del social network all’acquisto di Dogecoin. E ci sono riusciti, nel giro di qualche giorno la crypto ha messo a segno uno spettacolare rialzo a tre cifre, guadagnandosi le prime pagine dei maggiori quotidiani di economia e finanza. Spinte ovviamente dalle dichiarazioni di Elon Musk e dall’appoggio di alcune celebrities. 

PROPRIO COSI’! IL DOGE FUNZIONA COME LA MAGGIOR PARTE DELLE MONETE DIGITALI !!!

Il DOGE funziona proprio come la maggior parte delle “monete digitali”, ovvero ha una propria blockchain, lo scambio di denaro avviene in maniera istantanea ed in completo anonimato, e infine non ha bisogno di terze parti per i trasferimenti di denaro (banche, istituti finanziari, e così via). L’obiettivo del DOGE è raggiungere il pareggio con il Dollaro (1 DOGE = 1 USD), cosa comunque ancora molto lontana e difficile da raggiungere. Al momento della scrittura di questo articolo il valore del DOGE segna -3,79%, che diventa -23,27% su base settimanale. Ancora bene invece su base mensile ed annuale, dove il valore del DOGE segna rispettivamente +486,14%, e +1963,22% (numeri incredibili!) (leggi anche: https://nypost.com/2021/08/23/bitcoin-rockets-past-50k-for-first-time-in-months/)

Il cambio attuale è: 1 DOGE = 0,052 USD

Pensare che tutto è iniziato il 28 Gennaio 2021, quando su Reddit qualcuno scrisse queste parole: “Facciamo del DogeCoin [sic] un fenomeno. Tutto qui, questo è il post.” Dopo 1 solo giorno il DOGE passa da un valore di 0,007 USD, ad un valore di 0,07 USD, praticamente un incremento pari a 10 volte quello iniziale. 

Ma non finisce qui, perché il Dogecoin cavalca l’onda del successo e al 30 Gennaio 2021 raggiunge ben 35 miliardi di dollari di market cap. Diventando così la dodicesima criptovaluta al mondo per capitalizzazione di mercato.

Vedi anche: https://www.instagram.com/davide.lombardi.official/

Aspetta! Vuoi questo??!! L’andamento di mercato dei Bitcoin: rileggere il 2020 per proiettarsi al 2022

Eccezionale era stato l’andamento del Bitcoin nel 2020, a parte i primi mesi dell’anno caratterizzati da pandemia e primi lockdown. L’anno infatti era iniziato con una quotazione intorno ai 9000 dollari, con la crypto che seguiva un trend più che positivo. Poi il 13 Marzo è arrivata la catastrofe, la pandemia ha colpito in numerosi stati (sia Europei che non) e di conseguenza si è schiantata contro i mercati. Con l’impossibilità di uscire da casa, i mercati ne hanno risentito e la stragrande maggioranza degli asset ha subito dei crolli incredibili. Lo stesso è successo anche per le crypto, il Bitcoin è arrivato a perdere oltre il 50% del proprio valore, scendendo fino a quota 4634,80 dollari. Ma fortunatamente il crollo è durato bene poco, infatti la crypto ha cominciato a mettere a segno importanti rialzi. In soli 30 giorni è tornata ai livelli pre-Covid, riprendendosi brillantemente dal brutto colpo subito. 

Restrizioni e lockdown hanno infatti dato maggiore visibilità al Bitcoin, e sempre più persone hanno deciso di tuffarsi nel mondo delle crypto. Che tra l’altro rappresentano un’ottima alternativa al contante, e danno la possibilità di effettuare pagamenti e trasferimento di denaro esclusivamente online e in pochi secondi. E in un periodo storico come questo, non uscire di casa si è rivelato fondamentale.  Il Bitcoin ha cominciato quindi a macinare punti percentuali, e nel mese di Agosto abbiamo assistito alle prove tecniche del rialzo-monstre messo a segno qualche mese dopo. Il 17 Agosto infatti, la crypto ha superato i 10.000 dollari di quotazione, ma non è riuscita a stabilizzarsi. Poi, da Ottobre in poi c’è stato il vero e proprio boom con la crypto “costretta”, come già anticipato, ad aggiornare i massimi storici giorno dopo giorno. Da 10.000 dollari a quasi 50.000 dollari, il passo è stato breve. 

Previsioni future 2022?

C’è chi dice che entro la fine dell’anno 2022 il Bitcoin possa superare addirittura i 100.000 dollari, mentre altri credono che la bolla scoppierà presto. Noi non pensiamo che Bitcoin arrivi a 100.000 dollari entro il 2022. Noi siamo della stessa opinione del nostro nuovo Presidente del Consiglio Mario Draghi, uno dei più grandi economisti di tutti i tempi.  Quindi siamo pronti ad affermare che il Bitcoin non sarà mai una valuta, ma resterà per sempre un assetto altamente speculativo. Infatti la caratteristica principale del Bitcoin (ma anche di tutte le altre criptovalute: https://www.ilsole24ore.com/dossier/bitcoin-criptovalute-ABJdLNh) è rappresentata dalla sua volatilità. Ci appoggiamo quindi all’idea dello scoppio della bolla, che crediamo possa arrivare già nelle prossime settimane. Ma niente paura, come al solito il Bitcoin verso la fine dell’anno metterà a segno straordinari rialzi. Crediamo comunque che possa arrivare anche ad una valutazione di 100.000 dollari, ma non adesso o meglio non nel breve termine, forse nel 2023-2025.

UNIPOC di Claudio Teseo in una nuova veste grafica sul web

L’Università Popolare Cattolica (UNIPOC) si trova a Roma, in Via Santa Teresa 23 e costituisce una comunità di studiosi, studenti e docenti. Tutti coloro che vivono la realtà di UNIPOC condividono il desiderio ricercare la verità, con l’obiettivo di trasmetterla e custodirla, ricorda il fondatore Claudio Teseo. Infatti, l’Università Popolare Cattolica di Roma di Claudio Teseo intende raggiungere un’adeguata comprensione della fede cristiana in ogni ambito, nel campo della ricerca e dei valori umani. Inoltre, l’operato dell’Università Popolare Cattolica è finalizzato all’avanzamento della conoscenze e all’ottimizzazione dell’apprendimento, guidato ed illuminato dalla rivelazione cristiana. La forte consapevolezza che fede e ragione non si oppongono ma che l’una ha bisogno dell’altra per esistere, è alla base della mission di UNIPOC, insieme alla convinzione che la teologia e gli altri studi trovino piena integrazione con altri tre settori: l’indagine critica, la sperimentazione e la riflessione. 

Inoltre, l’Università Popolare Cattolica offre agli studenti un ambiente di studio dove l’acquisizione della conoscenza si concretizza in un ambiente pienamente liberale, così che il progredire nelle competenze riguarda l’intera persona e quella parte di sapienza, che la caratterizza in quanto istituzione cattolica. Proprio i programmi di studio approntati dall’Università Popolare Cattolica rispecchiano questa caratteristica; gli studi che richiamano la religione e la filosofia rappresentano una parte importante della formazione, che trova il suo completamento attraverso l’approfondimento di discipline artistiche, umanistiche, linguistiche, letterarie, sociali e, in parte, anche scientifiche. 

I criteri di selezione dell’Università

Le qualità morali ed intellettuali degli aspiranti associati sono un criterio di selezione fondamentale che l’Università Popolare Cattolica attua per scegliere coloro che possono fare il loro ingresso in ateneo; proprio per questo motivo, UNIPOC predilige membri dotati di competenze e conoscenze professionali e, allo stesso tempo, che sappiano portare un concreto arricchimento al suo ambiente culturale, morale e cattolico. Accanto agli studi di carattere religioso e filosofico, l’Università Popolare Cattolica incoraggia una formazione umanistica, sempre alla luce della tradizione cattolica, in grado di interpretare e diffondere i bisogni e le necessità della società e della Chiesa, nell’immediato e nel futuro. Inoltre, l’Università Popolare Cattolica incoraggia la collegialità, promuovendo un’atmosfera di armonia tra tutti gli aderenti alla comunità dell’ateneo, dotati della possibilità di esprimere il loro parere e le loro scelte. In relazione ai programmi di studio, l’Università Popolare Cattolica offre tre diversi percorsi: Programmi Online, per una formazione di tipo pratico e applicativo, che accompagnano quegli studenti che desiderano avanzare nella loro carriera professionale; Programmi Accademici e corsi senza crediti, utili a completare gli studi e le conoscenze in specifici settori e per il conseguimento di certificati professionali specifici; Programmi per l’educazione e formazione permanente, dedicati agli studenti adulti. Questi ultimi possono optare per un mix di corsi dalla durata di sei mesi, con la possibilità di svolgerli per 14 settimane settimane all’interno della struttura, fruirne sotto forma di lezioni accelerate per 7 settimane oppure direttamente online per andare incontro alle esigenze degli studenti lavoratori.

RASSEGNA STAMPA WEB (Roma, 31 Agosto 2021):

https://mylenejampanoi.com/2021/07/21/in-arrivo-il-libro-di-claudio-teseo-talentum-coop-sociale/

https://eurosapienza.it/2021/07/21/dalla-rassegna-stampa-di-claudio-teseo-il-libro-non-mi-resta-che-dio/

https://www.topricerche.it/non-mi-resta-che-dio-e-il-nuovo-libro-di-claudio-teseo-1065

https://www.wattmagazine.it/claudio-teseo-talentum-coop-pubblichera-un-libro-in-autunno/

http://www.compro24.it/in-arrivo-non-mi-resta-che-dio-di-claudio-teseo-1519

https://castellodicalatabiano.it/2021/07/21/non-mi-resta-che-dio-di-claudio-teseo-uscira-in-autunno/

https://350reasons.org/2021/06/14/a-pescara-talentum-coop-di-claudio-teseo/ 

http://www.compro24.it/in-arrivo-non-mi-resta-che-dio-di-claudio-teseo-1519

https://www.istitutomissionarioamicidicristo.it/

https://www.studioclaudioteseo.com/claudio-teseo-presidente-teseo/

https://www.studioclaudioteseo.com/sviluppo-sociale-economico-territoriale/

https://www.studioclaudioteseo.com/requisiti-essenziali/

https://www.claudioteseopescara.com/

https://www.claudioteseopescara.com/studiare-campus-online/

https://www.claudioteseopescara.com/fondazione-teseo-associazione-progetti/

https://claudioteseo.com/fondazione-teseo/

https://claudioteseo.com/presentazione-claudio-teseo/

https://claudioteseo.com/associazione-asset/

https://claudioteseo.com/talentum-coop-sociale-montesilvano-pescara/

https://eurosapienza.it/2021/07/21/dalla-rassegna-stampa-di-claudio-teseo-il-libro-non-mi-resta-che-dio/

https://comparateur-mutuelle.net/2021/06/14/conosci-asset-di-claudio-teseo/

https://wxsystems.com/2021/07/21/claudio-teseo-unipoc-sta-per-pubblicare-un-nuovo-libro/

https://mylenejampanoi.com/2021/07/21/in-arrivo-il-libro-di-claudio-teseo-talentum-coop-sociale/

https://castellodicalatabiano.it/2021/07/21/non-mi-resta-che-dio-di-claudio-teseo-uscira-in-autunno/

https://angeluccivini.it/2021/07/21/non-mi-resta-che-dio-di-claudio-teseo-uscira-in-autunno/

https://thesoviettes.net/2021/07/21/claudio-teseo-su-progetto-laboratorio-dei-talenti/

https://opinionicommercialista.wordpress.com/2021/07/21/claudio-teseo-su-progetto-laboratorio-dei-talenti/

https://blogcommercialisti.altervista.org/claudio-teseo-su-progetto-laboratorio-dei-talenti/

A proposito di Claudio Teseo

Claudio Teseo è Presidente degli Abruzzesi nel mondo , Romania, vedi https://www.radiolaquila1.it/2015/11/16/tagliacozzo-cram-i-lavori-della-prima-giornata/ 

In arrivo il Libro “Non Mi Resta Che Dio” di Claudio Teseo!

in arrivo il libro in uscita a settembre, la storia di un visionario, un innovatore in cui il tentativo è stato sempre più forte della realizzazione delle cose, uno per cui la cosa più importante era la intuizione – 

Claudio Teseo,  Presidente dal  1991 della TESEO srl, azienda specializzata nell’Export del made in Italy, fondatore dell’Università Popolare Cattolica e presidente di un gruppo di associazioni attive nell’istruzione e nella cooperazione sociale, con l’obiettivo di sensibilizzare il territorio e i decisori pubblici e privati, sul ruolo cruciale dell’impresa per il benessere, la tenuta sociale e lo sviluppo sostenibile; un tessuto produttivo di inestimabile valore, messo a dura prova dalle tensioni Geopolitiche e dai pesanti effetti del Covid-19”.

Le linee guida di Claudio Teseo si inseriscono nel quadro del programma strategico sviluppati da tre “pilastri” :

l’Università Popolare Cattolica  sviluppa un tema centrale che  riguarda le nuove e più profonde competenze, necessarie alle imprese per affrontare la trasformazione digitale e la crescente complessità dei mercati promuovendo ulteriori attività con il mondo dell’istruzione e della formazione in collaborazione con diverse Università italiane ed internazionali. Il sito internet dell’università è: https://unipoc.it/ .

Il Centro Studi TESEO con l’obiettivo di favorire lo sviluppo di azioni e modelli innovativi nell’ambito della trasformazione Digitale, Impresa 4.0, Blockchain, logistica integrata, nel tessuto della Piccola Impresa, promuove attività atte a rafforzare le competenze delle PMI nell’ambito dell’Export, delle Reti tra Imprese e dell’internazionalizzazione : https://www.centrostuditeseo.eu/

L’Associazione ASSET  per lo Sviluppo Sociale Economico e Territoriale, promuove lo scambio di buone prassi tra Micro, Piccole Medie e Grandi Imprese, per favorire l’applicazione di modelli di industria Responsabile e di economia Circolare alle aziende del territorio, anche in termini di possibili collaborazioni industriali. Particolare attenzione è riservata ai temi del “Credito, Strumenti Finanziari e Bandi”, attraverso attività di informazione, formazione e mentoring su bandi di finanziamento, accesso al credito, convenzioni con istituti di credito, strumenti di finanziamento alternativi : https://www.associazioneasset.it/

 

Il dropshipping è condannato al successo, dice Guido Delle Piane

Il dropshippingrappresenta una metodologia di vendita che trova applicazione anche nel mondo all’e-commerce. Esso consiste nel vendere un prodotto online, seppur senza averne possesso materiale all’interno di un magazzino di stoccaggio. In merito a questo argomento il blogger Guido Delle Piane ha scritto un interessante approfondimento. Quando si parla di dropshipping, dice Guido Delle Piane, si è condannati a vendere bene online! Infatti si tratta di beni e prodotti di cui il venditore non dispone fisicamente, ma diventa intermediario tra il compratore ed il fornitore. Questa metodologia diventa concretamente applicabile grazie alla presenza di un accordo commerciale tra venditore dropshipper e fornitore primario, seguendo una logica di reciproco aiuto e vantaggio. Il dropshipping, chiarisce Guido Delle Piane, permette di iniziare un’attività online facendo ricorso a poche risorse economiche. Per questo si dice che è condannato. 

Per Guido Delle Piane lo strumento di business rappresentato dal dropshipping assicura a chi vuole avviare un’attività di e-commerce totalmente low cost, che si avvantaggia dei benefici del digitale. Seppure si tratti di un’attività che non richiede grandi costi per essere avviata, esordire nel mondo del dropshipping richiede, comunque, un piccolo investimento economico, avverte il blogger Guido Delle Piane

Per intraprendere un’attività di dropshipping sarà necessario: acquistare un dominio su internet; costruire un sito di e-commerce di proprietà, grazie all’attività di professionisti; fare un’analisi del mercato per capire quali settori apportano benefici, scegliendo se operare nel settore dei prodotti di nicchia oppure nel comparto di quelli di massa; intraprendere un’importante campagna di marketing, poiché il posizionamento sul web rappresenta una via importante per farsi conoscere sia dai clienti che dai fornitori; contattare i fornitori di tutto il mondo e, qualora sia necessario, creare incontri, viaggi e confronti. I costi minimi e irrisori per avviare un’attività di dropshipping, rendono questa metodologia appetibile e ricercata da molti. La mancanza di un negozio fisico, ad esempio di uno store a Milano, o di un punto vendita fisico a Roma, esenta dall’affrontare i costi di gestione del magazzino, mentre il fornitore va pagato solo quando il prodotto sarà definitivamente venduto. Infatti, la merce non va pagata in anticipo, con un consequenziale risparmio di tempo. Infatti, tutta l’attività viene realizzata totalmente online e si concretizza nel semplice inoltro dell’ordine al fornitore, a cui compete anche l’ambito della logistica. 

L’intermediario che fa attività di dropshipping, infatti, non deve occuparsi di stilare l’inventario, ma solo di ampliare l’arena dei suoi fornitori. Inoltre, il dropshipping non crea difficoltà dal punto di vista fiscale, poiché le procedure sono molto più agili rispetto all’iter da seguire per un negozio fisico. Il dropshipping, poi, porta benefici anche al fornitore, che si avvantaggia della presenza online, proprio magari in quel comparto dove non avrebbe avuto molta possibilità di sviluppo o business. Tutta la pubblicità gli deriverà direttamente dall’intermediario. Il cliente stesso gode di importanti vantaggi, perché avrà la possibilità di scegliere tra una più ampia e vasta varietà di beni e prodotti.  Tuttavia, anche questa attività nasconde i suoi lati “oscuri”. I fornitori devono mettere a disposizione prodotti di qualità, salutari e di cui ci si può fidare. Anche i guadagni non sono elevati, poiché il capitale iniziale da investire in un’attività di dropshipping è esiguo e non si corre il rischio di trovarsi nelle condizioni di non poter pagare i fornitori. Infatti, per far lievitare in modo rilevante i propri guadagni,  sarà importante avere molti clienti e fornitori efficaci e in grado di apportare molto vantaggio, prestando attenzione ad eventuali truffe e raggiri. Non esiste un albo per dropshipper. Solo all’interno di community online dedicate al dropshipping e al commercio elettronico è possibile trovare elenchi di dropshipper con tanto di recensioni di anno in anno, per identificare i migliori, seppur sarà importante prestare attenzione e scegliere i canali adeguati per intraprendere l’attività di dropshipping.

“Non Mi Resta Che Dio” di Claudio Teseo uscirà in autunno

In redazione ci anticipano l’uscita di “Non Mi Resta Che Dio” (“la storia di un visionario, un innovatore in cui il tentativo è stato sempre più forte della realizzazione delle cose, uno per cui la cosa più importante era la intuizione”), libro scritto da Claudio Teseo, fondatore dell’Università Popolare Cattolica di Roma nonché già imprenditore e presidente di diverse cooperative sociali italiane.

Conosci l’UNIPOC?

L’Università Popolare Cattolica, sita a Roma in Via Santa Teresa 23, accanto ai corsi universitari classici, propone ai suoi studenti anche esperienze formative di Educazione Permanente e Formazione Continua. Si tratta di corsi che vanno ad approfondire temi di grande attualità e sempre molto discussi. 

Tra i temi affrontati, l’Università Popolare Cattolica non manca di avere uno sguardo privilegiato sull’argomento che mette in relazione la fede ed il servizio, affinché i giovani si sentano chiamati ad esaminare come spendono il loro tempo, i loro talenti ed i loro doni. In uno dei suoi Angelus, Papa Francesco ha affrontato questo tema, prendendo spunto dalla Parabola dell’evangelista Luca, evidenziando due “immagini” restituite da questa pagina: quella del granellino di senape e quella del servo disponibile. 

A partire dalla piccolezza e dalla semplicità del granellino di senape, il Santo Padre ha voluto sottolineare che la fede, seppur semplice, può essere in grado di sradicare un gelso, per poi piantarlo nel mare. Nonostante appaia una cosa irrealizzabile, Papa Francesco ha affermato che con la fede, tutto diventa possibile a Dio mentre, chi si affida alle proprie forze, non riuscirebbe in gesti così grandi ed impossibili agli occhi umani. Pertanto, le parole del Papa hanno messo al centro il tema della fede, ma una “fede che non è superba e sicura di sé”, poiché umile e semplice “sente un grande bisogno di Dio, abbandonandosi con piena fiducia a Lui”. 

“Non Mi Resto Che Dio” – Claudio Teseo – Prossime uscite romanzi in Italia

(narrativa italiana su IBS: https://www.ibs.it/libri/narrativa-italiana)

La speranza che deriva dalla fede, che è speranza come sentimento frutto di chi conosce già la meta del suo traguardo, permette all’essere umano di osservare la vita con lo sguardo di Dio. Dunque, con la consolazione e la speranza, in grado di sostenere l’uomo nelle vicende alterne della quotidianità, fatte di salite e discese, prove e sofferenze, ma nella piena e ardente certezza che il male non ha mai la parola ultima.  Inoltre, Papa Francesco ha invitato il fedele a fare verifica della purezza e dell’autenticità della propria fede, mettendola in relazione con il servizio. Servizio che è l’unica misura con cui stimare la propria fede. Partendo, così, dalla Parabola dell’Evangelista Luca, il Santo Padre ha sottolineato che proprio la presenza di un padrone prepotente e indifferente “fa risaltare l’atteggiamento di disponibilità del servo”. Infatti, ha affermato il Pontefice, che l’uomo che ha fede si abbandona completamente al Signore, senza condizioni, volontà e fini. E questa attitudine, ha sostenuto ancora il Papa, è lo specchio del comportamento del cristiano all’interno della sua comunità. Comportamento che si fa gioia, quando essa si declina nel servizio verso il prossimo. Servizio che si fa ricompensa, senza che il cristiano vada alla ricerca di riconoscimenti o guadagni. E il senso del servizio, ricorda Claudio Teseo, quello vero, si racchiude proprio al termine della Parabola quando Gesù, nel versetto 10, afferma: “Quando avrete fatto tutto quello che vi è stato ordinato, dite siamo servi inutili. Abbiamo fatto quanto dovevamo fare”. Così, ha affermato Papa Francesco, è nell’esempio dei servi inutili “senza di essere ringraziati, senza rivendicazioni” che il cristiano rende nuovo anche anche il suo servizio per la Chiesa. E, a conclusione dell’Angelus, ancora Papa Francesco ha detto: “Siamo servi inutili è un’espressione di umiltà, disponibilità che tanto fa bene alla Chiesa e richiama l’atteggiamento giusto per operare in essa: il servizio umile, di cui ci ha dato l’esempio Gesù, lavando i piedi ai discepoli”. L’inutilità che fa rima con umiltà, infine, trova il suo compimento nel modello – centro di ogni virtù e titolo, la Vergine Maria. E il Pontefice ha indicato proprio Maria, quale bussola essenziale, per proseguire lungo la strada dell’umiltà e del servizio, al fine di vivere una fede autentica, vera e pura. 

CREDITS:

https://unipoc.it/

https://www.centrostuditeseo.eu/

https://www.associazioneasset.it/

https://www.fondazioneteseo.it/

https://www.talentumcoop.it/

https://www.protezionesociale.it/

http://claudioteseo.blogspot.com/ 

https://www.facebook.com/abruzzo.romania

Cancellare Notizie da Google: Eliminare Notizie dai Risultati di Ricerca su Internet

SE DEVI CANCELLARE NOTIZIE DA GOOGLE CONTATTA CYBER LEX: [email protected] , telefono: 0639754846 

Cyber Lex è una società di servizi specializzata nella cancellazione di TUTTE LE NOTIZIE che ti riguardano dai motori di ricerca: gli avvocati ed i webmaster di Cyber Lex eliminano le notizie di reato obsolete, false, inesatte e diffamatorie – parliamo di CANCELLAZIONE TOTALE E DEFINITIVA di tutte le notizie dalle ricerche del nome Tuo o della Tua azienda. Non cancellare “un link alla volta”, affronta questo problema con serietà. Se vuoi sistemare la Tua reputazione DEFINITIVAMENTE devi cancellare tutte le informazioni indesiderate dalle ricerche Google, Bing, Yahoo!, elimina notizie ed informazioni personali. Richiedi l’intervento degli esperti:

CYBER LEX – ROMA – Viale delle Milizie, 96 – tel.

CYBER LEX – MILANO – Via G. De Castillia, 8 – tel. 02 6900 5600

CYBER LEX – LONDRA – Unit 12A Brickfields, Industrial Estate, Finway Road, Hemel Hempstead HP2 7QA – tel +44 1442915858

Diritto all’oblio e deindicizzazione: qual è la correlazione?

Il diritto all’oblio e la deindicizzazione sono due aspetti legati a doppio filo anche per chi vuole cancellare notizie da internet. La materia è abbastanza complessa e, inoltre, è recente: solo ed esclusivamente negli ultimi anni si sta parlando di diritto all’oblio, di rimozione di dati personali sul web, conseguentemente allo sviluppo tecnologico, giunto ormai a livelli elevati.

Nel momento in cui cerchiamo delle parole chiave specifiche – per esempio il proprio nome – sul motore di ricerca, vengono rimandate delle pagine specifiche, che si trovano in alcuni siti internet: blog, testate giornalistiche. Che cosa succede se non volessimo assolutamente che quei risultati vengano mostrati?

Possiamo appellarci ai motori di ricerca, quali Google, Yahoo o Bing. Nel momento in cui dovessero rigettare la richiesta, abbiamo il supporto del Garante della Privacy. Ma attenzione: i risultati vengono deindicizzati, ma non cancellati dal sito in cui sono presenti. L’archivio giornalistico, dunque, è protetto dal diritto di cronaca o di informazione, contrapposti al diritto all’oblio (https://www.garanteprivacy.it/regolamentoue/oblio

Notizie deindicizzate ma non cancellate: cosa significa?

Le notizie, dunque, vengono solo deindicizzate dai motori di ricerca: che cosa significa? Che rimangono nell’archivio giornalistico, dove non possono essere rimosse, a meno che non siano infondate e irrispettose. A offrire un chiarimento in tal senso è l’ordinanza del 19 maggio 2020 della Corte di Cassazione, n. 9147. La stessa Corte ci spiega che “il trascorrere del tempo, ai fini della configurazione del c.d. diritto all’oblio, si configura quale elemento costitutivo”, soprattutto se le notizie ormai sono state dimenticate o ignote alla generalità dei consociati. L’informazione, in ogni caso, non può essere quasi mai cancellata: rimane online, sì, anche se comunque non si può rintracciare mediante le parole chiave specifiche, come per esempio il nome dell’individuo.

Non si censura, ma si rispetta la democrazia

La censura è un aspetto che non può coesistere in un paese democratico che supporta nella propria costituzione il diritto alla cronaca. Il diritto all’oblio e l’archivio giornalistico, dunque, sono due aspetti che possono scontrarsi. La legge, da questo punto di vista, tutela ambedue gli aspetti. Avviene una sorta di bilanciamento: da una parte si rispetta l’individuo, dall’altra l’interesse pubblico. 

Bisogna trovare dunque un punto di incontro, fondamentale per rispettare i diritti di tutti. Non sempre è facile ed è per questo motivo che esiste il Garante della Privacy e per cui le sentenze non sono quasi mai definitive, ma possono sempre essere riprese per comprendere come venire incontro a tutti. 

CANCELLARE NOTIZIE DA GOOGLE CONTATTA CYBER LEX: [email protected] , telefono: 0639754846 

Questi sono i suggerimenti Google per rimuovere informazioni personali dal motore di ricerca

Cosa ci suggerisce Google per eliminare le nostre informazioni personali dal motore di ricerca? Scoprilo leggendo questo articolo. 

Capita a tutti di accorgersi che ci sono informazioni personali all’interno di un motore di ricerca o su di una specifica pagina web e di volerle cancellare. A volte pubblichiamo i nostri dati personali senza neanche accorgercene, autorizzando ogni tipologia di applicazione o inserendoli noi stessi in modalità pubblica su uno o più social network e da li ci vuole un attimo per vederli diventare di dominio pubblico. Google ci fornisce qualche indicazione su come rimuovere le nostre informazioni personali dal motore di ricerca e dormire sogni tranquilli. 

Hai bisogno dell’intervento di Google?

A volte può capitare che non si ha la possibilità di cancellare le informazioni direttamente e quindi dobbiamo affidarci a Google. Google ha una serie di Norme precise che tutelano la rimozione volontaria dai risultati di ricerca quindi il motore di ricerca ha la possibilità di eliminare informazioni personali dalle varie pagine web, le informazioni in questione sono:

  • Conti correnti bancari e numeri ad esso associati.
  • Numero di documenti di identità.
  • Informazioni e dati medici personali e riservati.
  • Immagini di firme scritte manualmente. 
  • Immagini di nudo oppure sessualmente esplicite che sono state condivise da una persona senza il consenso del proprietario.
  • Altre informazioni che possono comportare furto d’identità, danni specifici o frode finanziaria. 

Ci sono poi dei dati personali che invece non sono coperti da queste norme e che riguardano:

  • Numero di telefono
  • Indirizzo 
  • Data di nascita
  • Foto poco lusinghiere oppure indesiderate che ritraggono te e la tua abitazione o la tua famiglia
  • Post sui vari social network relativi ad una lesione recente.

Dove sono presenti queste informazioni?

Dopo aver verificato se le informazioni rientrano tra le norme di Google dovrai accertarti se sono presenti sul motore di ricerca, su un sito web o su entrambi. Ecco come puoi comportarti nei vari casi.

Solo su Google

Se le immagini o le informazioni sono mostrate solamente come completamento automatico della Ricerca Google allora dovrai fare una segnalazione. Se invece le informazioni non sono presenti sul sito web ma si mostrano ancora nella Ricerca Google dovrai recarti nella Search Console e presentare una richiesta di eliminazione dell’URL. 

Se si tratta dolo del sito web 

In questo caso Google non può fare assolutamente nulla dovrai contattare direttamente il proprietario del sito web o il web master e chiedere la rimozione delle informazioni.

Se invece sono su entrambi

All’interno della pagina risoluzione dei problemi potrai presentare una richiesta di rimozione. Per ogni caso perciò c’è una soluzione basta applicarla nel modo corretto. Ricapitolando:

eliminare url da Google

rimuovere ricerca Google

eliminare il proprio nome da Google

eliminare url da Google

come esercitare diritto all’oblio Google

diritto all’oblio GDPR

diritto all’oblio Google

richiesta di rimozione di risultati di ricerca ai sensi della legislazione europea

eliminare URL da Google

cancellarsi da Google

eliminare risultati personali da Google

togliere notizie da Google

cancellare articoli da Google

come farsi cancellare da Google

cancellare notizie da Google

come eliminare un sito web da Google

come cancellare articoli di giornale da internet

rimuovere url da ricerca Google

rimozione da Google di informazioni obsolete

diritto all’oblio come fare

deindicizzazione 

deindicizzazione del proprio nome da un motore di ricerca 

deindicizzazione nome motore di ricerca 

diritto all’oblio avvocato 

gdpr diritto alla cancellazione 

gdpr diritto all’oblio 

gdpr cancellazione dati 

diritto alla deindicizzazione gdpr 

come rimuovere un link da Google 

come eliminare da Google il proprio nome 

rimozione notizie di cronaca da Google 

cancellare notizie dai risultati di ricerca Google 

eliminare il proprio nome dalle ricerche Google 

come togliere una notizia da Google 

cancellarsi da Google 

rimuovere ricerca Google 

rimuovere url da ricerca Google 

come eliminare un sito da internet 

eliminare notizie da internet 

come non apparire su Google 

richiesta di rimozione Google ai sensi della legislazione europea 

eliminare il proprio nome da ricerche Google 

eliminare risultati di ricerca Google

https://ec.europa.eu/info/law/law-topic/data-protection/data-protection-eu_it

SE DEVI CANCELLARE NOTIZIE DA GOOGLE CONTATTA CYBER LEX: [email protected] , telefono: 0639754846

La Privacy dei Dati Giuridici nelle Sentenze dei Tribunali Pubblicate Online.

Sentenze dei tribunali: come gestire la privacy?

La privacy di un individuo dovrebbe sempre essere rispettata, ma talvolta, soprattutto quando avviene un fatto di cronaca di interesse pubblico, le sentenze dei tribunali vengono pubblicate online e riportate dalle testate giornalistiche. È il diritto di cronaca o di informazione, fondamentale in una democrazia. Ma anche il diritto all’oblio è altrettanto importante. Qual è il punto di incontro, il bilanciamento tra le due parti?  Ci si può appellare al diritto all’oblio a seguito di una sentenza del tribunale? In taluni casi, è sempre consigliato farsi appoggiare e seguire da una consulenza legale dedicata. La privacy oggi è molto più a rischio rispetto al passato. È possibile l’oscuramento dei dati personali riguardo alla pubblicazione dei dati personali?

Privacy e pubblicazione delle sentenze

Per chi desidera rimuovere dei contenuti dai motori di ricerca, trovati attraverso query specifiche, è possibile compilare il modulo di diritto all’oblio: si può fare da soli, oppure con la tutela legale di un avvocato. La nostra società è ormai inevitabilmente condizionata dal web. L’oscuramento dei dati personali è un tema estremamente attuale. Nel momento in cui una sentenza va online, naturalmente sorgono dei dubbi: quali sono le conseguenze per la reputazione e la web identity di un soggetto? Bisogna capire un assunto importante: i provvedimenti giurisdizionali sono a tutti gli effetti dei documenti pubblici. L’Italia è uno stato democratico, che pone la libertà di pensiero e di cronaca nella propria Costituzione. Il problema è che, prima del web, i documenti erano sì pubblici, ma affissi dopo la procedura giudiziaria. Nessuno poteva vederli se, per esempio, erano pubblicati in un luogo distante. Con il web questo non accade: tutti possono accedervi in qualsiasi momento. Ed è qui che sorge il problema: sentenze 2.0.

Quando interviene il Garante della Privacy?

Il Garante della Privacy interviene nel momento in cui lo interpelliamo: per esempio, quando i motori di ricerca rigettano la richiesta di deindicizzazione di link, rimozione foto o altro. Inoltre, c’è da dire che sul web molte sentenze vengono anonimizzate, in modo tale da non riportare i dati personali degli individui. Proteggere la propria privacy è un diritto e non va mai dimenticato. In accordi con il proprio avvocato, si può certamente richiedere di rendere anonima la propria sentenza poco prima che sia affissa o vada online: è un passo in avanti per un futuro sì tecnologico, ma con un’attenzione speciale verso la privacy.

Data Breach e fuga di dati: cosa dice il GDPR?

Con lo sviluppo delle nuove tecnologie, è sempre più presente la possibilità di poter perdere i propri dati personali. Infatti, queste informazioni, non sono soltanto a rischio nella vita di tutti i giorni, a causa di furti o eventi avversi quali calamità o incidenti, ma sono tutti i giorni esposti a possibili minacce presenti nella rete. Basti pensare ai vari virus e malware che possono attaccare il nostro computer, oppure alla perdita di dispositivi informatici contenenti informazioni personali importanti. A proposito di questo problema appena descritto, è necessario parlare dei Data Breach. Che cosa sono? Si tratta di una violazione dei dati personali, che scaturisce nella loro perdita, distruzione, modifica, accesso o divulgazione pubblica, in modo illecito o accidentale. Proprio per evitare gli enormi rischi che possono essere causati da quanto detto, l’Unione europea presenta un regolamento in merito, nello specifico il numero 2016/679. Questo prende anche il nome di GDPR, ovvero General Data Protection Regulation. Prima di entrare nello specifico e andare a vedere quali sono le caratteristiche di questa fonte vincolante garantita dall’Unione europea, bisogna prima sapere cosa sono in generale i Regolamenti UE. Questi ultimi presentano peculiarità molto simili a quelle delle leggi italiane. Hanno una portata generale e, soprattutto, posseggono la diretta applicabilità. Questo significa che non è necessario un atto dello Stato che ne ordini l’esecuzione nell’ordinamento nazionale, perchè il regolamento si impone per forza propria, la sua applicazione è obbligatoria per tutti gli stati membri. 

Detto ciò, è facile comprendere che tutti i cittadini europei devono sottostare ed usufruire degli stessi provvedimenti che tutelano la fuga di dati personali. Abbiamo citato poco fa il famoso GDPR ed ora, a suo proposito, parleremo dell’articolo 33 contenuto in esso, relativo alla notifica di una violazione dei dati personali all’autorità di controllo. 

Articolo 33: cosa bisogna sapere

La notifica di violazione dei dati personali deve essere presentata all’ente competente entro 72 ore dal momento in cui si è venuti a conoscenza di questa. Se denunciata successivamente al periodo di tempo indicato, è necessaria una valida motivazione del ritardo. All’ente competente devono, inoltre, essere comunicate più informazioni possibili inerenti alla violazione della privacy: la natura di essa, le categorie e il numero approssimativo di interessanti in questione, e anche la possibili conseguenze. 

La notifica deve essere inviata alla mail del garante, qui di seguito indicata: [email protected] per la posta elettronica ordinaria e [email protected] per quella certificata. 

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richiesta di rimozione Google ai sensi della legislazione europea 

eliminare il proprio nome da ricerche Google 

cancellare notizie da google

Il diritto all’oblio è ora attuabile anche senza il nome dell’interessato: è questa la decisione del Garante della privacy in merito all’attuazione del diritto all’oblio, fino a poco fa limitante in alcune sue caratteristiche. A partire dal 2019, però, successivamente ad un precedente scatenato da un professionista la cui reputazione su Google era in pericolo nonostante l’assenza del suo nome nella ricerca, il Garante della privacy ha ristabilito alcune regole, basandosi sul Regolamento Europeo

L’Autorità ha difatti specificato come sia diritto di un utente la cancellazione delle informazioni personali che lo riguardano anche solo se la persona è identificabile sulla base delle informazioni riportate online, a prescindere dalla presenza o meno del suo nome. In altre parole, è quindi possibile invocare il diritto all’oblio anche a partire da dati personali che non siano il nome e cognome ma che comunque identificano in qualche modo la persona interessata su Google.

NUMERO DI TELEFONO PER CANCELLARE NOTIZIE DA GOOGLE: 0639754846

Fino a soli due anni fa, infatti, grazie al diritto all’oblio era possibile cancellare notizie personali dal motore di ricerca o da un sito web, solo nel caso in cui comparissero in modo diretto ed inequivocabile il nome ed il cognome del diretto interessato la cui web reputation era in pericolo. Tuttavia, è passato alla storia il procedimento di reclamo di un professionista che, all’inizio del 2019, aveva richiesto inutilmente a Google la rimozione di un contenuto reperibile online: questa notizia, nel caso specifico, ledeva la sua web reputation in modo del tutto inappropriato e non più aggiornato e veritiero, in quanto si trattava di una notizia risalente a 10 anni prima e che riguardava un rinvio a giudizio ormai concluso da tempo con una definitiva sentenza di assoluzione.

L’informazione non aggiornata, però, continuava a rimanere sul web e quindi a ledere la reputazione del diretto interessato, anche quando non si andava a cercare direttamente il suo nome ma semplicemente la sua qualifica, in quanto presidente della cooperativa coinvolta. Si trattava di un danno irreparabile e di un pregiudizio continuo non solo nei confronti della sua persona, ma anche della sua attività professionale che era quindi ormai continuamente pregiudicata da questa vecchia e ormai conclusa sentenza. 

L’utente in questione aveva quindi proceduto inizialmente con una classica richiesta di rimozione della URL a Google, respinta però con la motivazione che fosse inammissibile una richiesta di deindicizzazione per chiavi di ricerca che non includono il nome e il cognome di una persona fisica. 

Al rifiuto della richiesta, perciò, il professionista in questione non ha desistito e si è rivolto direttamente al Garante della Privacy, il quale, differentemente da Google, ha ritenuto fondata la sua richiesta di rimozione. Sulla base del regolamento europeo che definisce dato personale “qualsiasi informazione riguardante una persona fisica identificata o identificabile”, infatti, non è ritenuta informazione personale solo quella che identifica in modo diretto, con nome e cognome, una persona fisica, bensì anche le informazioni che la rendono per l’appunto “identificabile”. Riportando la Url in questione la qualifica di presidente di quella determinata cooperativa, quindi, essa rimandava in maniera inequivocabile all’interessato e quindi poteva essere cancellata. Per di più, il pregiudizio subìto dall’interessato non era più controbilanciato da un giustificato diritto di informazione pubblico, poiché si trattava di notizie ormai non più aggiornate e archiviate.

Per questi motivi, il Garante ha quindi ingiunto a Google di rimuovere la Url dai suoi risultati di ricerca e di comunicare entro trenta giorni le iniziative intraprese per attuare le indicazioni dell’Autorità Garante.

Nel caso in cui si trovino quindi delle informazioni che rimandano in maniera inequivocabile alla propria persona, anche non inserendo nella chiave di ricerca il diretto nome e cognome, è bene non procedere in maniera autonoma e rivolgersi piuttosto a dei professionisti del settore che procedano con l’attuazione del diritto alla cancellazione secondo il GDPR. Tra i migliori avvocati in quest’ambito, troviamo sicuramente quelli del team di Cyber Lex, i cui contatti si trovano a questo link e possono rispondere in maniera esaustiva a tutti i vostri dubbi e richieste in merito all’eliminazione delle informazioni personali da Google.

https://gdpr.net/deindicizzazione-gdpr/

https://gdpr.net/diritto-alloblio-costo/

https://gdpr.net/deindicizzazione-del-proprio-nome-da-un-motore-di-ricerca/

https://gdpr.net/rimuovere-informazioni-personali-da-google/

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Diritto all’oblio in caso di condanna: è sempre possibile cancellare notizie da Google?

Nel caso in cui un soggetto fosse stato condannato per un reato penale o civile, è possibile richiedere il diritto all’oblio? Se sì, come funziona? Per approfondire tale aspetto, è necessario capire che non bisogna scontrarsi con il diritto all’informazione o di cronaca,

Se da una parte l’interesse pubblico è sacrosanto, dall’altra anche il diritto all’oblio sul web va ugualmente rispettato. Molto spesso, i provvedimenti del Garante della Privacy o dei motori di ricerca stessi sono decisi in moto tale da rispettare ambedue i diritti. Non facile, certo, ma l’obiettivo finale è di non “scontentare” nessuno.

Richiedere il diritto all’oblio dopo che sono trascorsi anni da una sentenza di condanna è possibile: si invitano i motori di ricerca a deindicizzare dei link, che tuttavia permangono nell’archivio giornalistico del sito in cui sono presenti. Per rimuovere tali informazioni, diventa poi necessario rivolgersi alle autorità competenti. Osserviamo come agisce il Garante della Privacy, soprattutto quando accoglie le richieste di un soggetto e ingiunge i motori di ricerca nel cancellare determinati contenuti.

Provvedimenti del Garante della Privacy

Nel caso del provvedimento del 14 novembre 2019, abbiamo un soggetto che richiede esplicitamente di rimuovere delle notizie in primo piano su Google, riportate su una nota testata giornalistica. Cercando il suo nome, il primo risultato rimandato dal motore di ricerca è proprio la notizia in cui è riportata la sua condanna in primo grado: il procedimento penale, però, era pendente in appello.

La notizia era datata: ma che cosa significa “datata” in ambito giornalistico? Le notizie possono passare in secondo piano? Non c’è una vera e propria data di scadenza, ma dopo un po’ di tempo, si è soliti accogliere le richieste.

Il punto cruciale della questione è che il sistema giudiziario italiano si basa sulla reintegrazione nella società dell’individuo. Di conseguenza, avere una traccia di quanto successo, può comunque influire negativamente su questo aspetto, sulla reputazione.

Può essere utile anche prendere ad esempio il provvedimento del 26 settembre 2019. In questo caso il richiedente ha ricevuto riscontro da Bing, ma non da Google, riguardo la deindicizzazione di alcuni link in cui si riportavano delle notizie sul suo processo penale, avvenuto nel Tribunale di Milano, per i reati di associazione a delinquere e truffa aggravata. Il reclamo è stato accolto dal Garante della Privacy, soprattutto nei confronti di Google, che non aveva accettato la richiesta del diritto all’oblio.

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SE DEVI CANCELLARE NOTIZIE DA GOOGLE CONTATTA CYBER LEX: [email protected] , telefono: 0639754846

Il diritto all’oblio è il diritto di un utente di richiedere la cancellazione di un contenuto da un sito web o un motore di ricerca in quanto ormai inadeguato, irrilevante, non più rilevante o eccessivo, in difesa e protezione della sua reputazione online. Esso è entrato in vigore a partire dalla sentenza straordinaria del maggio del 2014, in cui la Corte di Giustizia dell’Unione Europea ha stabilito che è possibile avvalersi di questo diritto alla cancellazione, anche e soprattutto con i motori di ricerca come Google: è infatti possibile, dal 2014, richiedere ai motori di ricerca di rimuovere determinati risultati che li riguardano e che appaiono nella pagina di ricerca digitando il proprio nome (o informazioni personali che lo rendono identificabile) come chiave di ricerca.

Nonostante non sia sempre facile stabilire il giusto equilibrio tra diritto privato della privacy e diritto pubblico dell’informazione, e nonostante siano presi in considerazione diversi criteri a riguardo, a partire dal 2014 le richieste di rimozione di contenuti rivolte a Google non hanno mai smesso di aumentare: stando al Rapporto di Trasparenza pubblicato da Google stesso, le richieste finora avanzate sono state quasi 4 milioni, per un totale di più di un milione di URL di cui si è richiesta la rimozione. 

Oltre a rendere pubblici il volume di richieste e dei contenuti di cui si effettuano tali richieste, questo Rapporto di Trasparenza di Google fornisce dati molto interessanti anche sui tipi di utente che effettuano tali richieste, sui siti web in cui sono più spesso presenti contenuti di cui si richiede la rimozione, sui tipi di contenuto che più spesso si vogliono cancellare e molti altri dati interessanti, tutti accompagnati da grafici opportunamente dettagliati ed accurati. 

Tra questi, ad esempio, sono forniti interessanti dati sulle categorie di richiedenti: dal seguente grafico vediamo infatti come l’88% delle richieste sia stato effettuato da privati, di cui 30.875 richieste sono state effettuate da minorenni, i quali possono infatti richiedere la rimozione di un contenuto personale anche in prima persona, senza l’intermediazione di un maggiorenne che ne faccia le veci.

Inoltre, vale la pena soffermarsi anche sulle categorie di siti web che ospitano contenuti di cui si richiede la rimozione: vediamo che finora, oltre a siti vari che riguardano circa la metà delle richieste, i siti più frequenti che ospitano notizie personali di cui si richiede la rimozione sono siti di notizie, seguiti inevitabilmente dai social media, conosciuti da tutto il mondo proprio per la loro peculiarità di ricondivisione frequente ed esponenziale delle notizie, spesso anche senza il permesso del diretto interessato. 

Infine, un ultimo aspetto molto interessante presente nel Rapporto di trasparenza di Google riguarda i tipi di contenuti personali di cui si richiede la rimozione: dalle richieste effettuate finora, infatti (in quanto sono escluse le richieste di rimozione degli URL ancora in attesa di revisione o che richiedono altre informazioni per essere elaborate), è evidente come i contenuti di cui più frequentemente si richiede la cancellazione sono le informazioni insufficienti (24,4%), ovvero quelle notizie riportate in maniera parziale e che quindi creano fraintendimenti o danni alla reputazione di una persona fisica o di un’azienda. A seguire, troviamo le informazioni professionali (17,2%), il nome non trovato (17,1%), le autoproduzioni (6,7%), le attività illegali (6,6%), gli illeciti professionali (6,2%), le informazioni personali (5,8%) ed altri tipi di contenuti.

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