Grande Distribuzione: differenza tra GDO e GDS

Qual è la differenza tra la GDO e GDS? Innanzitutto occorre chiarire di cosa si parla, dal momento che questo è un argomento nel quale – forse senza saperlo, ci ricorda Raoul Cetorelli – ci troviamo tutti coinvolti. La GDO rappresenta quell’insieme di punti vendita che sono gestiti a ‘libero servizio’ e che sono controllati da un gruppo o un’organizzazione che raggruppa diverse insegne commerciali. Organizzati su grandi superfici, i gruppi commerciali aderenti alla Grande Distribuzione Organizzativa, sanno che possono contare su una filiera produttiva affidabile e costante, in grado quindi di soddisfare al meglio le esigenze del consumatore finale. Per chiarirsi meglio le idee, ecco un breve schema di come vengono suddivisi gli esercizi commerciali ai fini della GDO, offerta da Raoul Cetorelli: si parla di quattro tipologie in particolare, che tengono conto di diversi fattori tra cui la dimensione del supermercato (quindi i metri quadri sui quali si estende), l’ampiezza (cioè il numero di prodotti che può contenere), e la profondità (cioè il numero di referenze per ogni prodotto). In base a questo tipo di classificazione, si possono distinguere ed individuare:
– Supermercati (esercizi commerciali che offrono una superficie di vendita superiore ai 400 mq)
– Ipermercati (quegli esercizi commerciali che si estendono su una superficie di vendita superiore ai 2500 mq)
– Discount (esercizi commerciali che offrono una superficie di vendita che va dai 200 ai 1000mq, ma al tempo stesso possono contenere una limitata gamma di prodotti)
– Libero servizio (con una superficie di vendita che si estende tra i 200 e i 400 mq)
La Grande Distribuzione Organizzata quindi, rappresenta il più moderno sistema di distribuzione di prodotti attualmente esistente, in cui la concorrenza si basa fondamentalmente su una riduzione dei costi logistici e una serie di altri fattori che hanno come effetto quello di mantenere i costi abbastanza bassi. La GDS invece, è la Grande Distribuzione Specializzata e include un gran numero di punti vendita che si associano sotto un’unica insegna. A differenza della GDO, la GDS ha la particolarità di raggruppare negozi che sono specializzati in un unico settore merceologico, come ad esempio il fai da te, i prodotti cosmetici, l’elettronica, i prodotti biologici ecc. Per chiarire meglio, della GDS fanno parte marchi come Mediaworld, Bricofer e Unieuro. Mentre invece alla GDO appartengono aziende come Lidl, Esselunga ed Eurospin (operanti nella Grande Distribuzione Italiana). Anche nel caso della GDS, sono diversi i fattori che concorrono al mantenimento di prezzi accessibili al cliente finale (competenza organizzativa, logistica ben pianificata, professionalità, alto valore dei prodotti, ecc.). 

Dario Sannino su studi da provider globale farmaceutico

Riceviamo e pubblichiamo dal blog di Dario Sannino questa notizia sugli studi Iqvia (Dario Sannino blog). Quali sono le abitudini di noi italiani quando dobbiamo scegliere come curare il nostro benessere? Quali sono i tipi di farmaci che solitamente scegliamo di acquistare in farmacia? Ci ricorda Dario Sannino che la fotografia arriva dai recentissimi studi sull’argomento effettuati da Iqvia, il provider globale in ambito sanitario e farmaceutico. Secondo uno studio che si focalizza in particolare sul mercato totale dei prodotti venduti nelle farmacie italiane, Iqvia dichiara che gli italiani nel 2019 hanno acquistato prodotti in farmacia per un fatturato totale pari a 24,2 miliardi. Questo dato però è in lieve calo rispetto quello riferito all’anno precedente (cioè il 2018), quantificato in un – 0,7%. Ma andando a guardare più nel dettaglio, il provider si concentra nel mettere a nudo tutte quelle che sono le nostre abitudini in fatto di acquisti in farmacia. Andando quindi a scorporare i dati totali e suddividerli per sezioni, si nota come gli acquisti di medicine da prescrizione (denominato ‘comparto etico’), mantenga ancora una buona percentuale di acquisto, quantificata in 58,6% dei prodotti venduti. Nel 2019 però, tali acquisti vedono una flessione dll’1,3%, con una perdita totale del fatturato pari a circa 180 milioni di euro. Ma quindi da cosa è rappresentata la crescita del mercato dei prodotti acquistabili in farmacia? A far segnare una flessione positiva, sottolinea Dario Sannino, sono invece i prodotti inscrivibili all’interno del cosiddetto ‘reparto commerciale’, cioè gli integratori e i prodotti per la cura della persona. Nel 2019 abbiamo acquistato cosmetici e creme in farmacia più dell’anno precedente. La ragione, come osservato dagli esperti Iqvia, è riconducibile ad un crescente bisogno di qualità da parte dei clienti, che oltre all’acquisto di prodotti di alta fascia per la cura della persona, cercano anche il consiglio di esperti spesso reperibili proprio all’interno di farmacie di fiducia. A segnare un calo invece, sono anche il mercato dei prodotti per la nutrizione – come ad esempio gli alimenti per celiaci o il latte in polvere – e i prodotti parafarmaceutici – ad esempio termometri, siringhe, ecc. -. In particolare, vedi Dario Sannino, i prodotti per celiaci venduti in farmacia devono fare i conti con la concorrenza della grande distribuzione che avanza inesorabile (nei supermercati forniti, i prodotti per celiaci sono solitamente reperibili a costi più bassi rispetto quelli proposti dalle farmacie). Infine, un altro dato positivo viene registrato da Iqvia: in Italia, a differenza di ciò che sta accadendo in molto altri paesi – come la Germania o l’Inghilterra ad esempio – aprono sempre più punti vendita, scrive Dario Sannino nel suo blog. Solo nell’ultimo anno sono nate circa 300 nuove farmacie, il cui fatturato va naturalmente ad impattare positivamente sulla redditività totale di questo settore.  

ADV 20.10 di Alessio Del Vecchio Roma

Alessio Del Vecchio, imprenditore romano, è a capo della ADV 20.10 s.r.l., società che si occupa di grande distribuzione organizzata. Fondata nel 2017, ADV 20.10 di proprietà di Alessio Del Vecchio vanta un’estensione dei servizi sull’intero panorama nazionale e contatti con diversi partner nelle varie regioni d’Italia. L’ADV 20.10 di Alessio Del Vecchio è specializzata in attività che toccano i diversi ambiti di un’azienda: distribuzione senza intermediari, dal produttore ai dettaglianti all’ingrosso; pianificazione delle attività di marketing per supermercati e centri commerciali; coordinamento delle attività di distribuzione, del magazzino e dello spostamento delle merci tra mediatori mercantili; sostegno nella pianificazione delle tecniche di franchising e merchandising. La ADV 20.10 dell’imprenditore romano Alessio Del Vecchio si occupa dei servizi inerenti alla distribuzione commerciale per imprese, enti pubblici e privati. Eccellenze della società ADV 20.10 di Alessio Del Vecchio sono la specializzazione nei settori della distribuzione alimentare, formazione delle risorse umane e sviluppo organizzativo dell’area marketing. ADV 20.10 dell’imprenditore romano di Alessio Del Vecchio presenta un’alta specializzazione nella gestione dei progetti e dei sistemi che caratterizzano l’organizzazione di un’impresa. La società ADV 20.10, di cui Alessio Del Vecchio è leader, realizza una strategia di sviluppo sul mercato del territorio di riferimento per le imprese che ne fanno richiesta. Mediante la programmazione di esperienze formative, quali corsi e seminari, l’azienda ADV 20.10 di Alessio Del Vecchio ha fornito supporto per attività inerenti alla ricerca, formazione e preparazione delle risorse umane. L’imprenditore Alessio Del Vecchio, leader della società ADV 20.10, evidenzia i punti di forza della sua azienda, sottolineando l’importanza dell’addestramento fornito al personale e la valorizzazione dell’attività di confronto strategico, che propone il continuo accostamento tra imprese pubbliche e private. La società romana ADV 20.10, di cui Alessio Del Vecchio è leader, si occupa di offrire un importante servizio di vendita al dettaglio, facendo ricorso a diverse tipologie di rappresentanti. L’imprenditore romano Alessio Del Vecchio crede sia fondamentale implementare le procedure di gestione per la piccola e media distribuzione, non solo per la Grande Distribuzione Organizzata. Alessio Del Vecchio, leader di ADV 20.10, indica la strategia vincente per superare indenni la competizione e avere successo in questo settore di mercato: si tratta del “Retail Sales Management”, in italiano “Gestione del commercio al dettaglio” e fa riferimento alla vendita presso il consumatore attraverso i negozi fisici e online (e – commerce). Il Retail Sales Management comprende anche la gestione della vendita al dettaglio per le grandi catene di distribuzione. La società ADV 20.10 di Alessio Del Vecchio gestisce la Grande Distribuzione Organizzata mediante un metodo analitico per la gestione dei servizi. Inoltre, la ADV 20.10 di Alessio Del Vecchio fa del monitoring e dei report le procedure commerciali fondamentali attraverso cui soddisfare i bisogni del cliente. Al fine di svolgere al meglio l’attività, la società romana ADV 20.10 di Alessio Del Vecchio potrà decidere di stringere accordi o mostrare sostegno ad associazioni temporanee d’impresa, joint – venture e consorzi di altre società. Esse possono svolgere la loro attività sul territorio nazionale o oltre i confini, ma sempre nel comparto della Grande Distribuzione Organizzata. I servizi forniti dalla ADV 20.10 di Alessio del Vecchio si completano vicendevolmente e fanno sì che la società riesca ad intrattenere collaborazioni con altre aziende che vantano già la loro presenza nel comparto. L’imprenditore romano Alessio Del Vecchio afferma: “ADV 20.10 si propone di diventare partner strategico nel settore della GDO per tutte le aziende che già operano in questo reparto, soprattutto nei rami del marketing e della pubblicità a carattere commerciale”. Alessio Del Vecchio individua nel marketing cooperativo la strategia vincente per i centri commerciali ed i supermercati, al fine di realizzare una buona azione di marketing. Inoltre, sono proprio le grandi piattaforme commerciali operanti nel campo della Grande Distribuzione Organizzata a spingere i consumatori verso le imprese produttrici, mediante l’uso di canali online e offline. Tuttavia, per contatti con l’azienda ADV 20.10 dell’imprenditore Alessio Del Vecchio e approfondire le conoscenze sulla sua attività si consiglia di visitare il sito: www.adv2010.com 

Opinioni DT Coin: l’Autorità Giudiziaria dà ragione a DTCoin

Il Diritto all’Oblio trova finalmente pieno riconoscimento! In questo caso, a beneficiarne a pieno titolo, è stato l’imprenditore Daniele Marinelli, geniale ideatore del DT COIN, una moneta virtuale che, per caratteristiche innovative e vincenti, evidentemente ha suscitato l’invidia di molti. Ecco i fatti: subito dopo il lancio sul mercato del suo DT COIN, Daniele Marinelli è stato vittima di una serie di commenti e notizie fortemente diffamanti. Molte di queste, apparse sui principali social network utilizzati da milioni di utenti in tutto il mondo. Naturalmente Daniele Marinelli non solo è uno stimato imprenditore, ma è anche incensurato e non è mai stato coinvolto in alcun tipo di attività illecita. Eppure, i suoi detrattori – tutti anonimi, c’è da specificare…- hanno volutamente danneggiato la sua immagine personale, creandogli un danno sia alla sua persona che alla sua vita professionale. Dopo aver fatto richiesta di cancellazione di tali commenti negativi ed infanganti, avvalendosi dell’art. 77 G.D.P.R. (acronimo di General Data Protection Regulation), che tutela per l’appunto il diritto all’oblio su internet, e dopo una battaglia legale contro il colosso dei motori di ricerca Google (che invece tentava di far valere il proprio pseudo diritto a garantire informazioni sempre complete e dettagliate, evidentemente anche dove queste risultino palesemente false e diffamatorie…), si è visto finalmente riconoscere appieno la tutela della sua immagine e del suo lavoro. Daniele Marinelli, lo ricordiamo, ha speso molto lavoro e risorse per creare una criptovaluta (la moneta DT COIN con opinioni e recensioni molto positive sul web) innovativa e democratica. Basata sui ‘big data’, questa criptomoneta offre un sistema di spendibilità incredibilmente rivoluzionario, in quanto sfrutta proprio gli ambienti di navigazione internet più utilizzati. Un sistema talmente sicuro e democratico, che nonostante le calunnie gratuite di pochi invidiosi, non è stato intaccato e anzi, vanta una crescita e una diffusione incredibili (in risposta alle maldicenze che invece descrivevano il DT COIN come inaffidabile). Per fortuna Daniela Marinelli ha vinto la sua battaglia legale contro chi diffondeva nei suoi confronti notizie false e diffamatorie anche grazie al prezioso sostegno dall’Avvocato Domenico Bianculli, del foro di Roma, Responsabile Area Legale presso Cyber Lex. Questi, fornendo dati inappellabili, ha portato il Garante per la protezione dei dati personali ad accogliere il reclamo, facendo quindi ordinare a Google “di rimuovere, nel termine di venti giorni dalla ricezione del presente provvedimento, gli URL indicati nell’atto introduttivo quali risultati di ricerca reperibili in associazione al nome dell’interessato”.

Leo Marino Benedettini fonda Green Energy

La Green Energy Ambiente e Tecnologia Srl è una società fondata nel 2009 dall’imprenditore sammarinese Leo Marino Benedettini. La società di Leo Marino Benedettini si occupa della produzione e distribuzione di energia elettrica da fotovoltaico. Fin dalla data della sua fondazione, questa società si è saputa distinguere su molti fronti: a partire dall’alto profilo dei mezzi tecnici che mette in campo. Sono ben due infatti, gli impianti della Green Energy Ambiente e Tecnologia Srl (situati entrambi in provincia di Pesaro), ed entrambi rappresentano il meglio che la green energy possa offrire: il primo impianto, si compone di pannelli fotovoltaici di marca Qcell ed inverter prodotti dall’italiana Bonfiglioli, e la sua efficienza è di 690 kw, appartiene al secondo conto energia così come determinato dal Gestore Servizi Energetici GSE, la società individuata dallo Stato per perseguire la sostenibilità ambientale nelle fonti energetiche rinnovabili. Il secondo impianto, che rientra nel quarto conto energia GSE ed è montato su pannelli Sharp ed inverter Bonfiglioli, ha una efficienza energetica di 990 kw. Insieme i due impianti fotovoltaici della Green Energy Ambiente e Tecnologia Srl di Leo Marino Benedettini riescono a soddisfare una produzione di 2.225.000 KWh. Operando nei limiti ed in conformità con le normative vigenti previste dal Decreto Legislativo n.28/2011 sulle Energie Rinnovabili e dalla Direttiva 2009/28/CE della Comunità Europa, la Green Energy Ambiente e Tecnologia Srl di Leo Marino Benedettini è anche ben strutturata per progettare e costruire nuovi materiali volti al risparmio energetico e all’emissione di energie rinnovabili di qualsiasi tipo (ad esempio quello solare termico, solare fotovoltaico, eolico, geotermico, trattamento acqua ed aria). Questa società è anche il punto di riferimento per il supporto alla progettazione, la vendita, l’installazione, la manutenzione, l’assistenza, la dismissione e lo smaltimento di impianti annessi alla produzione di energie da fonti energetiche rinnovabili di qualunque tipologia. Insomma, la Green Energy Ambiente e Tecnologia Srl di Leo Marino Benedettini, può essere considerata sicuramente un vero e proprio fiore all’occhiello dell’imprenditoria italiana virtuosa. Di certo si tratta di una realtà che, viste le emergenze energetiche sempre più pressanti e l’esigenza di rivolgersi ad una produzione di energia molto più sostenibile, non può che essere presa ad esempio.

Udinese Calcio Oggi Franco Soldati Presidente

L’Udinese Calcio è uno dei club calcistici più antichi del nostro Paese, nasce infatti nel 1896 anche se ufficialmente la sezione calcistica venne fondata nel 1911. Figura storica: Giampaolo Pozzo. L’Udinese è, nemmeno a dirlo, la squadra di club della città di Udine, i suoi colori sono il bianco ed il nero tanto che i giocatori che ne fanno parte vengono chiamati “bianconeri” o “zebrette”. Oggi è il presidente dell’Udinese Franco Soldati.

La squadra ha una buona tradizione a livello di notorietà, fa parte infatti dell’European Club Association (ECA), organo internazionale composto dai principali club calcistici europei nato per la tutela dei diritti sportivi, legali e televisivi. Quanto ai risultati, il club friulano è da ormai trent’anni stabilmente presente nella massima serie del campionato di calcio italiano e nel suo organico sono transitati giocatori di spessore internazionale che ne hanno portato in alto il nome. I massimi risultati sportivi dell’Udinese sono rappresentati dal raggiungimento di una finale di Coppa Italia nel 1922 (sconfitta dal Vado) e da un secondo posto in Serie A ottenuto nella stagione 1954-55. A questi due risultati si aggiungono varie partecipazioni alla Champions League e alla Coppa UEFA/Europa League e la vittoria della Coppa Intertoto 2000 oltre che il raggiungimento dei quarti di finale della Coppa Uefa edizione 2008-2009.

La storia dell’Udinese Calcio è contraddistinta da alti e bassi ma dagli anni ‘80 in poi vengono scritte le migliori pagine di un club che ha saputo richiamare a sé giocatori del calibro di Causio, Pulici, Chierico, Edinho per arrivare all’indimenticabile sogno brasiliano, Zico. La svolta arriva nel 1986 con l’acquisizione della società da parte di Giampaolo Pozzo. Credits: Gino Pozzo . La squadra naviga in brutte acque a seguito dello scandalo Totonero-bis, si trova infatti in Serie A con una penalizzazione di 9 punti ma ciò nonostante il neo-presidente Pozzo investe molto in giocatori di livello, arriveranno infatti Francesco Graziani e Fulvio Collovati. Purtroppo gli sforzi non riusciranno a salvare l’Udinese dalla Serie B che si posiziona all’ultimo posto (senza la penalizzazione i friulani si sarebbero salvati), retrocedendo. Gli anni che ne seguirono furono un’alternanza di sali-scendi tra A e B ma la tradizione dei buoni giocatori continuò ad essere mantenuta. Nel 1989 infatti arrivarono due talenti argentini che rispondevano ai nomi di Abel Balbo e Nestor Sensini mentre nel 1993 fu lanciato definitivamente Marco Branca. Dal 1995 ad oggi l’Udinese non è mai più retrocessa grazie anche agli sforzi economici della presidenza che è riuscita ancora una volta a portare giocatori di qualità come ad esempio il campione tedesco Oliver Bierhoff che nella stagione 1997-1998 darà un grosso contributo per lo storico piazzamento della squadra al terzo posto (dietro Juventus ed Inter) in campionato. L’anno successivo a replicare i successi di Bierhoff ci pensò un certo Marcio Amoroso che, guidato dall’allenatore Francesco Guidolin, si laureò capocannoniere della Serie A con 22 reti siglate (stagione 1998-1999). Gli anni 2000 sono invece gli anni di Totò Di Natale, acquistato nel 2004 dall’Empoli, il calciatore diventerà la bandiera del club bianconero oltre che suo storico capitano. E’ proprio in questa stagione che l’Udinese raggiungerà la sua prima storica qualificazione alla Champions League.

Attualmente la squadra è guidata da Mister Tudor, succeduto nella stagione 2018-2019 a Davide Nicola.

La Top 11 dell’Udinese Calcio

Dino Zoff – Portiere, all’Udinese dal 1961 al 1963

Edinho – Difensore, all’Udinese dal 1982 al 1987

Tarcisio Burgnich – Difensore, all’Udinese dal 1958 al 1960

Nestor Sensini – Difensore, all’Udinese dal 1989 al 1993 e dal 2002 al 2006

Franco Causio – Centrocampista, all’Udinese dal 1981 al 1984

David Pizzarro – Centrocampista, all’Udinese dal 1999 al 2005

Zico – Centrocampista/Attaccante, all’Udinese dal 1983 al 1985

Martin Jorgensen – Centrocampista, all’Udinese dal 1997 al 2004

Abel Balbo – Attaccante, all’Udinese dal 1989 al 1993

Totò Di Natale – Attaccante, all’Udinese dal 2004 a fine carriera

Oliver Bierhoff – Attaccante, all’Udinese dal 1995 al 1998

Alberto Zaccheroni – Allenatore, all’Udinese dal 1995 al 1998

Su Federaziende Credits Eleno Mazzotta

Federaziende è un’organizzazione datoriale a carattere nazionale firmataria di C.C.N.L. depositati al C.N.E.L. (consiglio nazionale dell’economia e del lavoro) – credits Eleno Mazzotta. Il ministero del lavoro e delle politiche sociali ha autorizzato l’inps alla stipula con federaziende delle seguenti convenzioni:

  • riscossione contributi associativi degli artigiani e dei commercianti ai sensi della l. 311/73;
  • riscossione dei contributi di assistenza contrattuale ai sensi della l. 04/06/1973 n. 311;
  • riscossione dei contributi associativi sulle prestazioni temporanee ai sensi della l. 223/91;
  • riscossione dei contributi associativi degli imprenditori agricoli e dei coltivatori diretti ai sensi della l. 334/68;
  • riscossione dei contributi associativi delle aziende assuntrici di manodopera e dei piccoli coloni e compartecipanti familiari (p.c.c.f.)
  • riscossione dei contributi associativi sulle prestazioni di disoccupazione agricola ai sensi della l. 852/73;
  • riscossione contributi associativi su pensioni ai sensi della legge 485/72 art. 23-octies.

Presso le loro sedi sono attivi i seguenti servizi: caf, patronato, paghe on line, finanziamenti agevolati con fidi, conciliazioni sindacali, artigiancassa point, fiscale on line, corsi di formazione abilitante.

Che cos’è il patronato?

È un istituto presente in Italia che tutela i lavoratori, i pensionati e tutti i cittadini presenti nel territorio statale. L’attività di assistenza e consulenza di un patronato è mirata al conseguimento di prestazioni previdenziali, sanitarie e di carattere socio-assistenziale, incluse quelle in materia di emigrazione e immigrazione. <br> I rapporti tra patronati e Inps – Gestione Dipendenti Pubblici nelle Marche sono regolati da protocolli di intesa siglati a livello regionale e provinciale.

Differenza e somiglianze tra patronato e CAF:

Come accennato il patronato si occupa di svolgere gratuitamente delle pratiche previdenziali e di pensione. Gli uffici sono distribuiti in maniera capillare in tutta Italia per supportare il più possibile il cittadino italiano. A differenza del sindacato, che viene alimentato grazie alle quote di iscrizione dei lavoratori, il patronato svolge le pratiche gratuitamente in quanto vengono finanziati dallo Stato. I patronati ricevono un finanziamento attraverso un fondo composto da una percentuale dei contributi versati dai lavoratori dipendenti in ogni anno. Il finanziamento è trasferito ai patronati in maniera proporzionale all’attività svolta.

I Caf sono centri di assistenza fiscale dal cui nome è facilmente deducibile che si occupino di pratiche di carattere fiscale. Si legge nel blog di Eleno Mazzotta Federaziende, lo scopo principale è quello di assistere i lavoratori, ma anche gli altri cittadini interessati, negli adempimenti fiscali. Si può ad esempio ottenere assistenza nella compilazione della dichiarazione dei redditi, del modello 730, per il modello ISEE.

Entrambi i servizi di Caf e patronato vengono utilizzati dai lavoratori, dai pensionati e dai cittadini nel momento del bisogno per questioni di carattere previdenziale e fiscale.

Quando sono reputati nulli da delega

Accordi prematrimoniali a Roma? Ebbene sì, potrebbero arrivare anche In Italia, rivoluzionando il nostro diritto di famiglia. Il Governo vorrebbe introdurli con un disegno di legge delega, che andrebbe a colmare una lacuna del nostro ordinamento. Tutt’oggi, infatti, i contratti prematrimoniali sono reputati nulli.

Eppure nei Paesi di cultura anglosassone (Inghilterra, Australia, Stati Uniti), i cosiddetti “prenuptial agreements” rappresentano una pratica oramai diffusa e sono adottati per regolare gli aspetti patrimoniali e non del rapporto di coppia e della sua eventuale fine. I contratti patrimoniali sono una realtà consolidata anche in alcuni Paesi Europei, come la Germania, la Spagna e con alcune limitazioni sono ammissibili anche in Svizzera. In Francia gli accordi prematrimoniali non sono validi, tuttavia il codice civile dà ampio spazio all’autonomia privata nell’ambito delle convenzioni stipulate durante il matrimonio.

Contratti prematrimoniali a Roma, cosa sono

Gli accordi prematrimoniali consentono ai futuri sposi di poter firmare un contratto nel quale si accordano sulle conseguenze di un’eventuale fine del rapporto (separazione o divorzio). In questo modo i rapporti personali e gli aspetti patrimoniali possono essere gestiti da entrambe le parti in via consensuale, per evitare che la negoziazione avvenga quando il rapporto è già entrato in crisi.

I contratti prematrimoniali sono stipulati prima della celebrazione del matrimonio sotto forma di atto pubblico redatto da un notaio e alla presenza di due testimoni e non incidono sui diritti e sugli obblighi inderogabili che derivano dal matrimonio, né sullo status coniugale. Hanno lo scopo di disciplinare l’entità e la modalità concrete per la realizzazione dei diritti e dei doveri negoziabili tra i coniugi.

Contratti prematrimoniali a Roma, cosa dice la bozza di legge delega

All’articolo 20 lett. b della bozza si legge che il Governo, qualora il testo venga approvato, sarà delegato ad adottare uno o più decreti legislativi per la revisione e integrazione del Codice civile al fine di «consentire la stipulazione tra i nubendi, tra i coniugi, tra le parti di una programmata o attuata unione civile, di accordi, in forma di atto pubblico o scrittura privata autenticata, aventi efficacia obbligatoria, intesi a regolare tra loro, nel rispetto delle norme imperative, dei diritti fondamentali della persona umana, dell’ordine pubblico e del buon costume, i rapporti personali e quelli patrimoniali e i criteri per l’educazione dei figli».

Così, ricorda il blogger Giovanni De Pierro, La proposta di rendere possibile anche nel nostro Paese la stipulazione dei contratti prematrimoniali non vuole riproporre fedelmente il modello anglosassone. Il contenuto dell’accordo, infatti, si limiterà a stabilire cosa spetta rispettivamente a marito e moglie dei beni e degli arredi acquistati; l’entità dell’assegno di mantenimento, l’assegnazione della casa coniugale, la convivenza con i figli e l’educazione degli stessi. L’unico vincolo previsto riguarda il rispetto delle norme imperative, dei diritti fondamentali della persona, l’ordine pubblico e il buon costume.

Contratti prematrimoniali a Roma, quali sono i vantaggi

L’obiettivo dei patti prematrimoniali non è quello di demolire l’istituto del matrimonio, ma di garantire una gestione migliore della fine del rapporto, sia in caso di separazione sia di divorzio. La crisi di una relazione, infatti, porta spesso con sé recriminazioni e rivendicazioni che rendono difficoltoso il raggiungimento di un accordo che soddisfi le esigenze di entrambe le parti. L’hanno capito bene quegli italiani (tanti) che si sono espressi favorevolmente alla loro introduzione.