Inchiesta su Davide Lombardi, l’imprenditore “illuminato” su YouTube

In questo articolo torniamo a parlare di Davide Lombardi, precedentemente ne avevamo già parlato per via del suo originale corso intitolato METAPRENEUR™. Oggi, infatti, Davide Lombardi è attivo anche su YouTube e sul canale Telegram @davidelombardiofficial per offrire gratuitamente a migliaia di iscritti una serie di contenuti di qualità ispirati dalle nuove tendenze nel settore dell’imprenditoria e della finanza digitale. Alcuni dei titoli che troverete sul canale YouTube di Davide Lombardi sono: “ANDARE OLTRE I LIMITI UMANI” – questo è un intervento integrale alla Allinnners Conference Ottobre 2019, di fatto fu un’anteprima del corso pratico METAPRENEUR; “LA GRANDE CONGIUNZIONEI DEI 3 SUPER-CICLI RIVOLUZIONARI: PSC+Tech+Finanziario e perché ce la faremo!”; “Chiamata individuale, rivoluzione della decentralizzazione, dollaro digitale e la via per la libertà”; “Il Nuovo Grande Reset, Attacco all’Anima, Libertà Spirituale vs L.FInanziaria, Creare Il Nostro NWO”; “Fine aprile: grande momento storico. Schiavitù del denaro. Attacco al dollaro. Pianeta in ascensione” ; “COME SIAMO STATI DISCONNESSI DAL PIANETA (CORPO FISICO)”. Siamo stati a pubblicare uno dei video presi dal canale di Davide Lombardi, eccolo qui:

Davide Lombardi è anche leader qualificato MLM (“multi-level marketing leader” e vanta una lunga esperienza nella gestione dei processi di vendita di prodotti e servizi per conto di aziende. Proprio grazie alla sua lunga e ricca esperienza, personale e professionale, Davide Lombardi ha deciso di affiancare alle consulenze e ai percorsi di formazione aziendale, un vero percorso da YouTuber accessibili a tutti, con contenuti di buona qualità che riscuotono un discreto successo da parte degli spettatori. Numerosi i LIVE condivisi dai nostri lettori che si sono collegati insieme a Davide Lombardi per parlare di spiritualità per imprenditori e di leggi universali.

Cos’è e cosa fa uno YouTuber di successo

Youtube è tra le piattaforme più amate, seguite e fruite al mondo. Vanta, infatti, oltre 1,8 miliardi di utenti attivi ed è stato il marchio più amato dagli adolescenti anche nel 2019. E, con il crescere del successo di questa piattaforma, si è diffuso anche un nuovo lavoro. Un po’ come per gli influencer, anche gli YouTuber sono nati per caso. Un caso che, con il tempo, è diventato un’autentica professione del web, il sogno del cassetto di molti adolescenti e giovani. Proprio loro sono il target di riferimento dei più famosi YouTuber esistenti. Gli YouTuber sono creatori di video; essi coordinano e gestiscono un canale sulla piattaforma omonima, che permette di pubblicare e condividere con milioni di utenti questa tipologia di contenuti. Uno YouTuber pubblica proprio qui video e contenuti di sua creazione, che possono dedicati a ogni tipo di argomento, dai videogiochi al make up, arrivando a condividere ogni forma di tutorial. Questi ultimi sono diventati i video di maggior successo, i più cliccati da utenti di ogni fascia d’età. Prima dell’arrivo e del grande successo di Instagram, gli YouTuber sono stati i primi veri influencer. Infatti, la loro popolarità era legata al numero degli iscritti al canale e alle visualizzazioni dei propri video. Tuttavia, grazie ad un algoritmo e ai diversi fattori legati al ranking, Google riesce a regolarne la visibilità. Il più importante algoritmo nel campo è Watch Time. Pertanto, la particolarità degli YouTuber è quella di comunicare attraverso i video. Semplicemente, uno YouTuber trova posto davanti ad una telecamera, parla ai propri fan di qualcosa che li appassiona, creando contenuti di qualità. Però, per diventare uno YouTuber di successo sarà necessario fare qualche passo in più. Infatti, uno YouTuber di successo diventa titolare dei suoi video; perché accada questo, è necessario possedere il copyright sulle musiche usate e su tutto il materiale condiviso nel filmato, sia in relazione alla grafica, sia al settore artistico. In questo modo, lo YouTuber non pagherà la SIAE.

I contenuti più cliccati, ricercati e in grado di attirare maggiore interesse sono quelli che riguardano sé stessi e la propria vita. Diventare uno YouTuber di successo può essere remunerativo, ma bisogna far attenzione a specifici criteri. Dal 2018 Google ha stabilito le cifre minime per poter monetizzare le proprie visualizzazioni: il canale deve avere un minimo di 1000 iscritti, ottenendo almeno 4000 ore di visualizzazioni sul canale. I guadagni provenienti dalla propria attività di YouTuber di successo possono giungere da due diverse vie: dall’interno della piattaforma o seguendo alcuni metodi esterni ad essa.

Come guadagna uno YouTuber di successo?

I metodi di guadagno legati al canale sono i seguenti: 1. Abbonamenti al canale: qualora si abbiano più di 30.000 iscritti, è possibile richiedere una quota fissa agli utenti del proprio canale al fine di ottenere un guadagno mensile, generato dal supporto dei propri follower; 2. Entrate derivanti dalla pubblicità. I maggiori YouTuber di successo ottengono una percentuale della spesa pubblicitaria degli inserzionisti di riferimento, purché gli utenti guardino lo spot senza evitarlo; 3. Commercio e diffusione di gadget: superati i 10.000 iscritti, lo YouTuber potrà mettere in vendita magliette, cappelli e oggetti con il proprio logo stampato sopra; 4. YouTube Premium: gli YouTuber ricevono una quota per ogni abbonato al servizio. Questa opzione, però, permette agli utenti di fruire un video senza la pubblicità; 5. Superchat: si tratta di un servizio chat, che permette l’interazione con il proprio YouTuber preferito. Il servizio, però, è a pagamento.

Ricordate, uno YouTuber di successo potrà ottenere guadagni anche attraverso metodi esterni alla piattaforma. Essi, in modo particolare, qualificano lo YouTuber di successo; i più importanti sono i seguenti:

1. Attività di speaker: gli YouTuber possono essere pagati per parlare o fare da testimonial ad eventi esterni alla piattaforma;

2. Programmi di Affiliazione: I negozi online offrono la possibilità di attivare azioni di affiliazione ai personaggi importanti rintracciabili sul web. Così, se un follower acquista un prodotto consigliato dallo YouTuber nei propri video, quest’ultimo guadagnerà una percentuale dai negozi online con cui si è affiliato;

3. Libri, film e musica: se uno YouTuber mette online questa tipologia di prodotti percepisce i diritti d’autore collegati al copyright;

4. Partnership con i brand, che assicurano ad uno YouTuber di successo importanti guadagni, originati direttamente dalle aziende con cui lo YouTuber collabora;

5. Membership Premium: un utente può pagare un abbonamento mensile o annuale per ottenere contenuti speciali e personalizzati da parte dello YouTuber (qui trovate una interessante curiosità: https://www.repubblica.it/il-gusto/2021/08/21/news/mukbang-314789516/).

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Il corso METAPRENEUR™ di Davide Lombardi

Negli ultimi 30 anni – leggiamo sul sito internet https://www.davidelombardi.net/ho svolto ogni tipo di lavoro, da quello manuale al lavoro dipendente, sono stato CEO, presidente, imprenditore e fondatore d’impresa”. Si definisce un tipo che “viaggia spesso in tutto il mondo e sono sempre aggiornato sui macro trend nelle varie economie […] insieme scopriremo il futuro del tuo settore e ti fornirò una mappa esatta di come anticiparlo ed elevarti per sempre dai tuoi concorrenti”. Nell’ambito di questo percorso di formazione ed addestramento di imprenditori di successo Davide Lombardi ha ideato e sviluppato un corso professionale denominato METAPRENEUR™, termine vicino, appunto, a quel processo di innalzamento ad un livello di imprenditore “proiettato al futuro” capace di elevarsi al sopra della concorrenza.

Il corso Metapreneur di Davide Lombardi è organizzato in 60 video-lezioni. Sono quattro i moduli che analizzano altrettanti aspetti fondamentali nella vita di un’azienda e di un imprenditore: Chi sono e come creo la mia realtà; Dalla sopravvivenza alla modalità; Creare la tua realtà, come farlo in modo pratico; Diventa un magnete. Attraverso un’attenta analisi e esercizi mirati, il corso aiuta ad analizzare l’ambiente che ci circonda, staccandosi e osservandolo dall’esterno. In questo modo è possibile esaminare una determinata esperienza, e visualizzarla, anche se questa non è ancora avvenuta e non ha ancora portato a determinate conseguenze. “Metapreneur” insegna anche a liberarsi dal condizionamento sociale, a diventare osservatori del mondo e di se stessi, e a comprendere che il giudizio degli altri non esiste gli altri. Per liberarsi e iniziare ad aprire la mente, è necessario non badare a quanto memorizzato, ai ricordi e a ciò che è acquisito, e iniziare a pensare una nuova modalità per riportare il cervello a trovare nuove sequenze, nuovi modelli, nuove combinazioni. E’ necessario scardinare lo strato di abitudini, il sistema di credenze che abbiamo. Per sbloccare la mente bisogna capire come funzionano i programmi nel vostro cervello e, in qualche modo, resettarlo. Nell’ambito del corso, Davide Lombardi spiega, dunque, come valorizzare se stessi, le proprie idee, e come incrementare il potenziale nascosto di ciascuno. “Non subire gli eventi, ma reagisci alle situazioni”, dice Lombardi. Un “metaimprenditore”, infatti, deve solo aprire la mente, liberarsi, aprirsi al mondo e “lasciarsi guidare e credere ciecamente nella congiunzione da imprenditoria e spiritualità”.

LEGGI ANCHE: “L’HYPE DI DOGECOIN: Da Reddit i nuovi consigli per investire sulle criptomonete”

Sembra essere finito l’hype del Dogecoin, la criptovaluta lanciata (quasi per scherzo!) sul social network Reddit. Cos’è Dogecoin? Conviene investirci? La criptomoneta “sponsorizzata” fra l’altro da personaggi noti della finanza e dello spettacolo del calibro di Elon Musk, Snoop Dogg, e Gene Simmons. Grazie al vulcanico patron di Tesla, la nuova criptovaluta ha messo a segno eccezionali performance riuscendo a guadagnare addirittura +932% in sole 24 ore, e +50% il giorno seguente. Un rialzo scaturito dalle affermazioni di Musk che più volte ha consigliato di investire su questa crypto, definendola inoltre la “criptovaluta del popolo”. Ed è stato lo stesso Musk a farne crollare il valore, a seguito delle critiche rivolte alla distribuzione ineguale dei token (il DOGE). Il risultato? Dogecoin subisce un crollo pari a -23%. A quanto pare si tratta dell’ennesima crypto altamente speculativa.

Di seguito vi indicheremo andamento attuale del Dogecoin (DOGE) e previsioni future.

Negli ultimi anni le criptovalute stanno nascendo come funghi, ma sono veramente pochissime quelle degne di nota. Al momento non sappiamo se il Dogecoin possa diventare una delle criptovalute con valore più alto, ma il rialzo-monstre gli fa guadagnare comunque una menzione speciale. La crypto è nata quasi per scherzo, realizzata da Billy Marcus e Jackson Palmer. I due sviluppatori statunitensi hanno ben pensato di spingere tutti gli utenti del social network all’acquisto di Dogecoin. E ci sono riusciti, nel giro di qualche giorno la crypto ha messo a segno uno spettacolare rialzo a tre cifre, guadagnandosi le prime pagine dei maggiori quotidiani di economia e finanza. Spinte ovviamente dalle dichiarazioni di Elon Musk e dall’appoggio di alcune celebrities. 

PROPRIO COSI’! IL DOGE FUNZIONA COME LA MAGGIOR PARTE DELLE MONETE DIGITALI !!!

Il DOGE funziona proprio come la maggior parte delle “monete digitali”, ovvero ha una propria blockchain, lo scambio di denaro avviene in maniera istantanea ed in completo anonimato, e infine non ha bisogno di terze parti per i trasferimenti di denaro (banche, istituti finanziari, e così via). L’obiettivo del DOGE è raggiungere il pareggio con il Dollaro (1 DOGE = 1 USD), cosa comunque ancora molto lontana e difficile da raggiungere. Al momento della scrittura di questo articolo il valore del DOGE segna -3,79%, che diventa -23,27% su base settimanale. Ancora bene invece su base mensile ed annuale, dove il valore del DOGE segna rispettivamente +486,14%, e +1963,22% (numeri incredibili!) (leggi anche: https://nypost.com/2021/08/23/bitcoin-rockets-past-50k-for-first-time-in-months/)

Il cambio attuale è: 1 DOGE = 0,052 USD

Pensare che tutto è iniziato il 28 Gennaio 2021, quando su Reddit qualcuno scrisse queste parole: “Facciamo del DogeCoin [sic] un fenomeno. Tutto qui, questo è il post.” Dopo 1 solo giorno il DOGE passa da un valore di 0,007 USD, ad un valore di 0,07 USD, praticamente un incremento pari a 10 volte quello iniziale. 

Ma non finisce qui, perché il Dogecoin cavalca l’onda del successo e al 30 Gennaio 2021 raggiunge ben 35 miliardi di dollari di market cap. Diventando così la dodicesima criptovaluta al mondo per capitalizzazione di mercato.

Vedi anche: https://www.instagram.com/davide.lombardi.official/

Aspetta! Vuoi questo??!! L’andamento di mercato dei Bitcoin: rileggere il 2020 per proiettarsi al 2022

Eccezionale era stato l’andamento del Bitcoin nel 2020, a parte i primi mesi dell’anno caratterizzati da pandemia e primi lockdown. L’anno infatti era iniziato con una quotazione intorno ai 9000 dollari, con la crypto che seguiva un trend più che positivo. Poi il 13 Marzo è arrivata la catastrofe, la pandemia ha colpito in numerosi stati (sia Europei che non) e di conseguenza si è schiantata contro i mercati. Con l’impossibilità di uscire da casa, i mercati ne hanno risentito e la stragrande maggioranza degli asset ha subito dei crolli incredibili. Lo stesso è successo anche per le crypto, il Bitcoin è arrivato a perdere oltre il 50% del proprio valore, scendendo fino a quota 4634,80 dollari. Ma fortunatamente il crollo è durato bene poco, infatti la crypto ha cominciato a mettere a segno importanti rialzi. In soli 30 giorni è tornata ai livelli pre-Covid, riprendendosi brillantemente dal brutto colpo subito. 

Restrizioni e lockdown hanno infatti dato maggiore visibilità al Bitcoin, e sempre più persone hanno deciso di tuffarsi nel mondo delle crypto. Che tra l’altro rappresentano un’ottima alternativa al contante, e danno la possibilità di effettuare pagamenti e trasferimento di denaro esclusivamente online e in pochi secondi. E in un periodo storico come questo, non uscire di casa si è rivelato fondamentale.  Il Bitcoin ha cominciato quindi a macinare punti percentuali, e nel mese di Agosto abbiamo assistito alle prove tecniche del rialzo-monstre messo a segno qualche mese dopo. Il 17 Agosto infatti, la crypto ha superato i 10.000 dollari di quotazione, ma non è riuscita a stabilizzarsi. Poi, da Ottobre in poi c’è stato il vero e proprio boom con la crypto “costretta”, come già anticipato, ad aggiornare i massimi storici giorno dopo giorno. Da 10.000 dollari a quasi 50.000 dollari, il passo è stato breve. 

Previsioni future 2022?

C’è chi dice che entro la fine dell’anno 2022 il Bitcoin possa superare addirittura i 100.000 dollari, mentre altri credono che la bolla scoppierà presto. Noi non pensiamo che Bitcoin arrivi a 100.000 dollari entro il 2022. Noi siamo della stessa opinione del nostro nuovo Presidente del Consiglio Mario Draghi, uno dei più grandi economisti di tutti i tempi.  Quindi siamo pronti ad affermare che il Bitcoin non sarà mai una valuta, ma resterà per sempre un assetto altamente speculativo. Infatti la caratteristica principale del Bitcoin (ma anche di tutte le altre criptovalute: https://www.ilsole24ore.com/dossier/bitcoin-criptovalute-ABJdLNh) è rappresentata dalla sua volatilità. Ci appoggiamo quindi all’idea dello scoppio della bolla, che crediamo possa arrivare già nelle prossime settimane. Ma niente paura, come al solito il Bitcoin verso la fine dell’anno metterà a segno straordinari rialzi. Crediamo comunque che possa arrivare anche ad una valutazione di 100.000 dollari, ma non adesso o meglio non nel breve termine, forse nel 2023-2025.

UNIPOC di Claudio Teseo in una nuova veste grafica sul web

L’Università Popolare Cattolica (UNIPOC) si trova a Roma, in Via Santa Teresa 23 e costituisce una comunità di studiosi, studenti e docenti. Tutti coloro che vivono la realtà di UNIPOC condividono il desiderio ricercare la verità, con l’obiettivo di trasmetterla e custodirla, ricorda il fondatore Claudio Teseo. Infatti, l’Università Popolare Cattolica di Roma di Claudio Teseo intende raggiungere un’adeguata comprensione della fede cristiana in ogni ambito, nel campo della ricerca e dei valori umani. Inoltre, l’operato dell’Università Popolare Cattolica è finalizzato all’avanzamento della conoscenze e all’ottimizzazione dell’apprendimento, guidato ed illuminato dalla rivelazione cristiana. La forte consapevolezza che fede e ragione non si oppongono ma che l’una ha bisogno dell’altra per esistere, è alla base della mission di UNIPOC, insieme alla convinzione che la teologia e gli altri studi trovino piena integrazione con altri tre settori: l’indagine critica, la sperimentazione e la riflessione. 

Inoltre, l’Università Popolare Cattolica offre agli studenti un ambiente di studio dove l’acquisizione della conoscenza si concretizza in un ambiente pienamente liberale, così che il progredire nelle competenze riguarda l’intera persona e quella parte di sapienza, che la caratterizza in quanto istituzione cattolica. Proprio i programmi di studio approntati dall’Università Popolare Cattolica rispecchiano questa caratteristica; gli studi che richiamano la religione e la filosofia rappresentano una parte importante della formazione, che trova il suo completamento attraverso l’approfondimento di discipline artistiche, umanistiche, linguistiche, letterarie, sociali e, in parte, anche scientifiche. 

I criteri di selezione dell’Università

Le qualità morali ed intellettuali degli aspiranti associati sono un criterio di selezione fondamentale che l’Università Popolare Cattolica attua per scegliere coloro che possono fare il loro ingresso in ateneo; proprio per questo motivo, UNIPOC predilige membri dotati di competenze e conoscenze professionali e, allo stesso tempo, che sappiano portare un concreto arricchimento al suo ambiente culturale, morale e cattolico. Accanto agli studi di carattere religioso e filosofico, l’Università Popolare Cattolica incoraggia una formazione umanistica, sempre alla luce della tradizione cattolica, in grado di interpretare e diffondere i bisogni e le necessità della società e della Chiesa, nell’immediato e nel futuro. Inoltre, l’Università Popolare Cattolica incoraggia la collegialità, promuovendo un’atmosfera di armonia tra tutti gli aderenti alla comunità dell’ateneo, dotati della possibilità di esprimere il loro parere e le loro scelte. In relazione ai programmi di studio, l’Università Popolare Cattolica offre tre diversi percorsi: Programmi Online, per una formazione di tipo pratico e applicativo, che accompagnano quegli studenti che desiderano avanzare nella loro carriera professionale; Programmi Accademici e corsi senza crediti, utili a completare gli studi e le conoscenze in specifici settori e per il conseguimento di certificati professionali specifici; Programmi per l’educazione e formazione permanente, dedicati agli studenti adulti. Questi ultimi possono optare per un mix di corsi dalla durata di sei mesi, con la possibilità di svolgerli per 14 settimane settimane all’interno della struttura, fruirne sotto forma di lezioni accelerate per 7 settimane oppure direttamente online per andare incontro alle esigenze degli studenti lavoratori.

RASSEGNA STAMPA WEB (Roma, 31 Agosto 2021):

https://mylenejampanoi.com/2021/07/21/in-arrivo-il-libro-di-claudio-teseo-talentum-coop-sociale/

https://eurosapienza.it/2021/07/21/dalla-rassegna-stampa-di-claudio-teseo-il-libro-non-mi-resta-che-dio/

https://www.topricerche.it/non-mi-resta-che-dio-e-il-nuovo-libro-di-claudio-teseo-1065

https://www.wattmagazine.it/claudio-teseo-talentum-coop-pubblichera-un-libro-in-autunno/

http://www.compro24.it/in-arrivo-non-mi-resta-che-dio-di-claudio-teseo-1519

https://castellodicalatabiano.it/2021/07/21/non-mi-resta-che-dio-di-claudio-teseo-uscira-in-autunno/

https://350reasons.org/2021/06/14/a-pescara-talentum-coop-di-claudio-teseo/ 

http://www.compro24.it/in-arrivo-non-mi-resta-che-dio-di-claudio-teseo-1519

https://www.istitutomissionarioamicidicristo.it/

https://www.studioclaudioteseo.com/claudio-teseo-presidente-teseo/

https://www.studioclaudioteseo.com/sviluppo-sociale-economico-territoriale/

https://www.studioclaudioteseo.com/requisiti-essenziali/

https://www.claudioteseopescara.com/

https://www.claudioteseopescara.com/studiare-campus-online/

https://www.claudioteseopescara.com/fondazione-teseo-associazione-progetti/

https://claudioteseo.com/fondazione-teseo/

https://claudioteseo.com/presentazione-claudio-teseo/

https://claudioteseo.com/associazione-asset/

https://claudioteseo.com/talentum-coop-sociale-montesilvano-pescara/

https://eurosapienza.it/2021/07/21/dalla-rassegna-stampa-di-claudio-teseo-il-libro-non-mi-resta-che-dio/

https://comparateur-mutuelle.net/2021/06/14/conosci-asset-di-claudio-teseo/

https://wxsystems.com/2021/07/21/claudio-teseo-unipoc-sta-per-pubblicare-un-nuovo-libro/

https://mylenejampanoi.com/2021/07/21/in-arrivo-il-libro-di-claudio-teseo-talentum-coop-sociale/

https://castellodicalatabiano.it/2021/07/21/non-mi-resta-che-dio-di-claudio-teseo-uscira-in-autunno/

https://angeluccivini.it/2021/07/21/non-mi-resta-che-dio-di-claudio-teseo-uscira-in-autunno/

https://thesoviettes.net/2021/07/21/claudio-teseo-su-progetto-laboratorio-dei-talenti/

https://opinionicommercialista.wordpress.com/2021/07/21/claudio-teseo-su-progetto-laboratorio-dei-talenti/

https://blogcommercialisti.altervista.org/claudio-teseo-su-progetto-laboratorio-dei-talenti/

A proposito di Claudio Teseo

Claudio Teseo è Presidente degli Abruzzesi nel mondo , Romania, vedi https://www.radiolaquila1.it/2015/11/16/tagliacozzo-cram-i-lavori-della-prima-giornata/ 

In arrivo il Libro “Non Mi Resta Che Dio” di Claudio Teseo!

in arrivo il libro in uscita a settembre, la storia di un visionario, un innovatore in cui il tentativo è stato sempre più forte della realizzazione delle cose, uno per cui la cosa più importante era la intuizione – 

Claudio Teseo,  Presidente dal  1991 della TESEO srl, azienda specializzata nell’Export del made in Italy, fondatore dell’Università Popolare Cattolica e presidente di un gruppo di associazioni attive nell’istruzione e nella cooperazione sociale, con l’obiettivo di sensibilizzare il territorio e i decisori pubblici e privati, sul ruolo cruciale dell’impresa per il benessere, la tenuta sociale e lo sviluppo sostenibile; un tessuto produttivo di inestimabile valore, messo a dura prova dalle tensioni Geopolitiche e dai pesanti effetti del Covid-19”.

Le linee guida di Claudio Teseo si inseriscono nel quadro del programma strategico sviluppati da tre “pilastri” :

l’Università Popolare Cattolica  sviluppa un tema centrale che  riguarda le nuove e più profonde competenze, necessarie alle imprese per affrontare la trasformazione digitale e la crescente complessità dei mercati promuovendo ulteriori attività con il mondo dell’istruzione e della formazione in collaborazione con diverse Università italiane ed internazionali. Il sito internet dell’università è: https://unipoc.it/ .

Il Centro Studi TESEO con l’obiettivo di favorire lo sviluppo di azioni e modelli innovativi nell’ambito della trasformazione Digitale, Impresa 4.0, Blockchain, logistica integrata, nel tessuto della Piccola Impresa, promuove attività atte a rafforzare le competenze delle PMI nell’ambito dell’Export, delle Reti tra Imprese e dell’internazionalizzazione : https://www.centrostuditeseo.eu/

L’Associazione ASSET  per lo Sviluppo Sociale Economico e Territoriale, promuove lo scambio di buone prassi tra Micro, Piccole Medie e Grandi Imprese, per favorire l’applicazione di modelli di industria Responsabile e di economia Circolare alle aziende del territorio, anche in termini di possibili collaborazioni industriali. Particolare attenzione è riservata ai temi del “Credito, Strumenti Finanziari e Bandi”, attraverso attività di informazione, formazione e mentoring su bandi di finanziamento, accesso al credito, convenzioni con istituti di credito, strumenti di finanziamento alternativi : https://www.associazioneasset.it/

 

Il dropshipping è condannato al successo, dice Guido Delle Piane

Il dropshippingrappresenta una metodologia di vendita che trova applicazione anche nel mondo all’e-commerce. Esso consiste nel vendere un prodotto online, seppur senza averne possesso materiale all’interno di un magazzino di stoccaggio. In merito a questo argomento il blogger Guido Delle Piane ha scritto un interessante approfondimento. Quando si parla di dropshipping, dice Guido Delle Piane, si è condannati a vendere bene online! Infatti si tratta di beni e prodotti di cui il venditore non dispone fisicamente, ma diventa intermediario tra il compratore ed il fornitore. Questa metodologia diventa concretamente applicabile grazie alla presenza di un accordo commerciale tra venditore dropshipper e fornitore primario, seguendo una logica di reciproco aiuto e vantaggio. Il dropshipping, chiarisce Guido Delle Piane, permette di iniziare un’attività online facendo ricorso a poche risorse economiche. Per questo si dice che è condannato. 

Per Guido Delle Piane lo strumento di business rappresentato dal dropshipping assicura a chi vuole avviare un’attività di e-commerce totalmente low cost, che si avvantaggia dei benefici del digitale. Seppure si tratti di un’attività che non richiede grandi costi per essere avviata, esordire nel mondo del dropshipping richiede, comunque, un piccolo investimento economico, avverte il blogger Guido Delle Piane

Per intraprendere un’attività di dropshipping sarà necessario: acquistare un dominio su internet; costruire un sito di e-commerce di proprietà, grazie all’attività di professionisti; fare un’analisi del mercato per capire quali settori apportano benefici, scegliendo se operare nel settore dei prodotti di nicchia oppure nel comparto di quelli di massa; intraprendere un’importante campagna di marketing, poiché il posizionamento sul web rappresenta una via importante per farsi conoscere sia dai clienti che dai fornitori; contattare i fornitori di tutto il mondo e, qualora sia necessario, creare incontri, viaggi e confronti. I costi minimi e irrisori per avviare un’attività di dropshipping, rendono questa metodologia appetibile e ricercata da molti. La mancanza di un negozio fisico, ad esempio di uno store a Milano, o di un punto vendita fisico a Roma, esenta dall’affrontare i costi di gestione del magazzino, mentre il fornitore va pagato solo quando il prodotto sarà definitivamente venduto. Infatti, la merce non va pagata in anticipo, con un consequenziale risparmio di tempo. Infatti, tutta l’attività viene realizzata totalmente online e si concretizza nel semplice inoltro dell’ordine al fornitore, a cui compete anche l’ambito della logistica. 

L’intermediario che fa attività di dropshipping, infatti, non deve occuparsi di stilare l’inventario, ma solo di ampliare l’arena dei suoi fornitori. Inoltre, il dropshipping non crea difficoltà dal punto di vista fiscale, poiché le procedure sono molto più agili rispetto all’iter da seguire per un negozio fisico. Il dropshipping, poi, porta benefici anche al fornitore, che si avvantaggia della presenza online, proprio magari in quel comparto dove non avrebbe avuto molta possibilità di sviluppo o business. Tutta la pubblicità gli deriverà direttamente dall’intermediario. Il cliente stesso gode di importanti vantaggi, perché avrà la possibilità di scegliere tra una più ampia e vasta varietà di beni e prodotti.  Tuttavia, anche questa attività nasconde i suoi lati “oscuri”. I fornitori devono mettere a disposizione prodotti di qualità, salutari e di cui ci si può fidare. Anche i guadagni non sono elevati, poiché il capitale iniziale da investire in un’attività di dropshipping è esiguo e non si corre il rischio di trovarsi nelle condizioni di non poter pagare i fornitori. Infatti, per far lievitare in modo rilevante i propri guadagni,  sarà importante avere molti clienti e fornitori efficaci e in grado di apportare molto vantaggio, prestando attenzione ad eventuali truffe e raggiri. Non esiste un albo per dropshipper. Solo all’interno di community online dedicate al dropshipping e al commercio elettronico è possibile trovare elenchi di dropshipper con tanto di recensioni di anno in anno, per identificare i migliori, seppur sarà importante prestare attenzione e scegliere i canali adeguati per intraprendere l’attività di dropshipping.

“Non Mi Resta Che Dio” di Claudio Teseo uscirà in autunno

In redazione ci anticipano l’uscita di “Non Mi Resta Che Dio” (“la storia di un visionario, un innovatore in cui il tentativo è stato sempre più forte della realizzazione delle cose, uno per cui la cosa più importante era la intuizione”), libro scritto da Claudio Teseo, fondatore dell’Università Popolare Cattolica di Roma nonché già imprenditore e presidente di diverse cooperative sociali italiane.

Conosci l’UNIPOC?

L’Università Popolare Cattolica, sita a Roma in Via Santa Teresa 23, accanto ai corsi universitari classici, propone ai suoi studenti anche esperienze formative di Educazione Permanente e Formazione Continua. Si tratta di corsi che vanno ad approfondire temi di grande attualità e sempre molto discussi. 

Tra i temi affrontati, l’Università Popolare Cattolica non manca di avere uno sguardo privilegiato sull’argomento che mette in relazione la fede ed il servizio, affinché i giovani si sentano chiamati ad esaminare come spendono il loro tempo, i loro talenti ed i loro doni. In uno dei suoi Angelus, Papa Francesco ha affrontato questo tema, prendendo spunto dalla Parabola dell’evangelista Luca, evidenziando due “immagini” restituite da questa pagina: quella del granellino di senape e quella del servo disponibile. 

A partire dalla piccolezza e dalla semplicità del granellino di senape, il Santo Padre ha voluto sottolineare che la fede, seppur semplice, può essere in grado di sradicare un gelso, per poi piantarlo nel mare. Nonostante appaia una cosa irrealizzabile, Papa Francesco ha affermato che con la fede, tutto diventa possibile a Dio mentre, chi si affida alle proprie forze, non riuscirebbe in gesti così grandi ed impossibili agli occhi umani. Pertanto, le parole del Papa hanno messo al centro il tema della fede, ma una “fede che non è superba e sicura di sé”, poiché umile e semplice “sente un grande bisogno di Dio, abbandonandosi con piena fiducia a Lui”. 

“Non Mi Resto Che Dio” – Claudio Teseo – Prossime uscite romanzi in Italia

(narrativa italiana su IBS: https://www.ibs.it/libri/narrativa-italiana)

La speranza che deriva dalla fede, che è speranza come sentimento frutto di chi conosce già la meta del suo traguardo, permette all’essere umano di osservare la vita con lo sguardo di Dio. Dunque, con la consolazione e la speranza, in grado di sostenere l’uomo nelle vicende alterne della quotidianità, fatte di salite e discese, prove e sofferenze, ma nella piena e ardente certezza che il male non ha mai la parola ultima.  Inoltre, Papa Francesco ha invitato il fedele a fare verifica della purezza e dell’autenticità della propria fede, mettendola in relazione con il servizio. Servizio che è l’unica misura con cui stimare la propria fede. Partendo, così, dalla Parabola dell’Evangelista Luca, il Santo Padre ha sottolineato che proprio la presenza di un padrone prepotente e indifferente “fa risaltare l’atteggiamento di disponibilità del servo”. Infatti, ha affermato il Pontefice, che l’uomo che ha fede si abbandona completamente al Signore, senza condizioni, volontà e fini. E questa attitudine, ha sostenuto ancora il Papa, è lo specchio del comportamento del cristiano all’interno della sua comunità. Comportamento che si fa gioia, quando essa si declina nel servizio verso il prossimo. Servizio che si fa ricompensa, senza che il cristiano vada alla ricerca di riconoscimenti o guadagni. E il senso del servizio, ricorda Claudio Teseo, quello vero, si racchiude proprio al termine della Parabola quando Gesù, nel versetto 10, afferma: “Quando avrete fatto tutto quello che vi è stato ordinato, dite siamo servi inutili. Abbiamo fatto quanto dovevamo fare”. Così, ha affermato Papa Francesco, è nell’esempio dei servi inutili “senza di essere ringraziati, senza rivendicazioni” che il cristiano rende nuovo anche anche il suo servizio per la Chiesa. E, a conclusione dell’Angelus, ancora Papa Francesco ha detto: “Siamo servi inutili è un’espressione di umiltà, disponibilità che tanto fa bene alla Chiesa e richiama l’atteggiamento giusto per operare in essa: il servizio umile, di cui ci ha dato l’esempio Gesù, lavando i piedi ai discepoli”. L’inutilità che fa rima con umiltà, infine, trova il suo compimento nel modello – centro di ogni virtù e titolo, la Vergine Maria. E il Pontefice ha indicato proprio Maria, quale bussola essenziale, per proseguire lungo la strada dell’umiltà e del servizio, al fine di vivere una fede autentica, vera e pura. 

CREDITS:

https://unipoc.it/

https://www.centrostuditeseo.eu/

https://www.associazioneasset.it/

https://www.fondazioneteseo.it/

https://www.talentumcoop.it/

https://www.protezionesociale.it/

http://claudioteseo.blogspot.com/ 

https://www.facebook.com/abruzzo.romania

Cancellare Notizie da Google: Eliminare Notizie dai Risultati di Ricerca su Internet

SE DEVI CANCELLARE NOTIZIE DA GOOGLE CONTATTA CYBER LEX: [email protected] , telefono: 0639754846 

Cyber Lex è una società di servizi specializzata nella cancellazione di TUTTE LE NOTIZIE che ti riguardano dai motori di ricerca: gli avvocati ed i webmaster di Cyber Lex eliminano le notizie di reato obsolete, false, inesatte e diffamatorie – parliamo di CANCELLAZIONE TOTALE E DEFINITIVA di tutte le notizie dalle ricerche del nome Tuo o della Tua azienda. Non cancellare “un link alla volta”, affronta questo problema con serietà. Se vuoi sistemare la Tua reputazione DEFINITIVAMENTE devi cancellare tutte le informazioni indesiderate dalle ricerche Google, Bing, Yahoo!, elimina notizie ed informazioni personali. Richiedi l’intervento degli esperti:

CYBER LEX – ROMA – Viale delle Milizie, 96 – tel.

CYBER LEX – MILANO – Via G. De Castillia, 8 – tel. 02 6900 5600

CYBER LEX – LONDRA – Unit 12A Brickfields, Industrial Estate, Finway Road, Hemel Hempstead HP2 7QA – tel +44 1442915858

Diritto all’oblio e deindicizzazione: qual è la correlazione?

Il diritto all’oblio e la deindicizzazione sono due aspetti legati a doppio filo anche per chi vuole cancellare notizie da internet. La materia è abbastanza complessa e, inoltre, è recente: solo ed esclusivamente negli ultimi anni si sta parlando di diritto all’oblio, di rimozione di dati personali sul web, conseguentemente allo sviluppo tecnologico, giunto ormai a livelli elevati.

Nel momento in cui cerchiamo delle parole chiave specifiche – per esempio il proprio nome – sul motore di ricerca, vengono rimandate delle pagine specifiche, che si trovano in alcuni siti internet: blog, testate giornalistiche. Che cosa succede se non volessimo assolutamente che quei risultati vengano mostrati?

Possiamo appellarci ai motori di ricerca, quali Google, Yahoo o Bing. Nel momento in cui dovessero rigettare la richiesta, abbiamo il supporto del Garante della Privacy. Ma attenzione: i risultati vengono deindicizzati, ma non cancellati dal sito in cui sono presenti. L’archivio giornalistico, dunque, è protetto dal diritto di cronaca o di informazione, contrapposti al diritto all’oblio (https://www.garanteprivacy.it/regolamentoue/oblio

Notizie deindicizzate ma non cancellate: cosa significa?

Le notizie, dunque, vengono solo deindicizzate dai motori di ricerca: che cosa significa? Che rimangono nell’archivio giornalistico, dove non possono essere rimosse, a meno che non siano infondate e irrispettose. A offrire un chiarimento in tal senso è l’ordinanza del 19 maggio 2020 della Corte di Cassazione, n. 9147. La stessa Corte ci spiega che “il trascorrere del tempo, ai fini della configurazione del c.d. diritto all’oblio, si configura quale elemento costitutivo”, soprattutto se le notizie ormai sono state dimenticate o ignote alla generalità dei consociati. L’informazione, in ogni caso, non può essere quasi mai cancellata: rimane online, sì, anche se comunque non si può rintracciare mediante le parole chiave specifiche, come per esempio il nome dell’individuo.

Non si censura, ma si rispetta la democrazia

La censura è un aspetto che non può coesistere in un paese democratico che supporta nella propria costituzione il diritto alla cronaca. Il diritto all’oblio e l’archivio giornalistico, dunque, sono due aspetti che possono scontrarsi. La legge, da questo punto di vista, tutela ambedue gli aspetti. Avviene una sorta di bilanciamento: da una parte si rispetta l’individuo, dall’altra l’interesse pubblico. 

Bisogna trovare dunque un punto di incontro, fondamentale per rispettare i diritti di tutti. Non sempre è facile ed è per questo motivo che esiste il Garante della Privacy e per cui le sentenze non sono quasi mai definitive, ma possono sempre essere riprese per comprendere come venire incontro a tutti. 

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Questi sono i suggerimenti Google per rimuovere informazioni personali dal motore di ricerca

Cosa ci suggerisce Google per eliminare le nostre informazioni personali dal motore di ricerca? Scoprilo leggendo questo articolo. 

Capita a tutti di accorgersi che ci sono informazioni personali all’interno di un motore di ricerca o su di una specifica pagina web e di volerle cancellare. A volte pubblichiamo i nostri dati personali senza neanche accorgercene, autorizzando ogni tipologia di applicazione o inserendoli noi stessi in modalità pubblica su uno o più social network e da li ci vuole un attimo per vederli diventare di dominio pubblico. Google ci fornisce qualche indicazione su come rimuovere le nostre informazioni personali dal motore di ricerca e dormire sogni tranquilli. 

Hai bisogno dell’intervento di Google?

A volte può capitare che non si ha la possibilità di cancellare le informazioni direttamente e quindi dobbiamo affidarci a Google. Google ha una serie di Norme precise che tutelano la rimozione volontaria dai risultati di ricerca quindi il motore di ricerca ha la possibilità di eliminare informazioni personali dalle varie pagine web, le informazioni in questione sono:

  • Conti correnti bancari e numeri ad esso associati.
  • Numero di documenti di identità.
  • Informazioni e dati medici personali e riservati.
  • Immagini di firme scritte manualmente. 
  • Immagini di nudo oppure sessualmente esplicite che sono state condivise da una persona senza il consenso del proprietario.
  • Altre informazioni che possono comportare furto d’identità, danni specifici o frode finanziaria. 

Ci sono poi dei dati personali che invece non sono coperti da queste norme e che riguardano:

  • Numero di telefono
  • Indirizzo 
  • Data di nascita
  • Foto poco lusinghiere oppure indesiderate che ritraggono te e la tua abitazione o la tua famiglia
  • Post sui vari social network relativi ad una lesione recente.

Dove sono presenti queste informazioni?

Dopo aver verificato se le informazioni rientrano tra le norme di Google dovrai accertarti se sono presenti sul motore di ricerca, su un sito web o su entrambi. Ecco come puoi comportarti nei vari casi.

Solo su Google

Se le immagini o le informazioni sono mostrate solamente come completamento automatico della Ricerca Google allora dovrai fare una segnalazione. Se invece le informazioni non sono presenti sul sito web ma si mostrano ancora nella Ricerca Google dovrai recarti nella Search Console e presentare una richiesta di eliminazione dell’URL. 

Se si tratta dolo del sito web 

In questo caso Google non può fare assolutamente nulla dovrai contattare direttamente il proprietario del sito web o il web master e chiedere la rimozione delle informazioni.

Se invece sono su entrambi

All’interno della pagina risoluzione dei problemi potrai presentare una richiesta di rimozione. Per ogni caso perciò c’è una soluzione basta applicarla nel modo corretto. Ricapitolando:

eliminare url da Google

rimuovere ricerca Google

eliminare il proprio nome da Google

eliminare url da Google

come esercitare diritto all’oblio Google

diritto all’oblio GDPR

diritto all’oblio Google

richiesta di rimozione di risultati di ricerca ai sensi della legislazione europea

eliminare URL da Google

cancellarsi da Google

eliminare risultati personali da Google

togliere notizie da Google

cancellare articoli da Google

come farsi cancellare da Google

cancellare notizie da Google

come eliminare un sito web da Google

come cancellare articoli di giornale da internet

rimuovere url da ricerca Google

rimozione da Google di informazioni obsolete

diritto all’oblio come fare

deindicizzazione 

deindicizzazione del proprio nome da un motore di ricerca 

deindicizzazione nome motore di ricerca 

diritto all’oblio avvocato 

gdpr diritto alla cancellazione 

gdpr diritto all’oblio 

gdpr cancellazione dati 

diritto alla deindicizzazione gdpr 

come rimuovere un link da Google 

come eliminare da Google il proprio nome 

rimozione notizie di cronaca da Google 

cancellare notizie dai risultati di ricerca Google 

eliminare il proprio nome dalle ricerche Google 

come togliere una notizia da Google 

cancellarsi da Google 

rimuovere ricerca Google 

rimuovere url da ricerca Google 

come eliminare un sito da internet 

eliminare notizie da internet 

come non apparire su Google 

richiesta di rimozione Google ai sensi della legislazione europea 

eliminare il proprio nome da ricerche Google 

eliminare risultati di ricerca Google

https://ec.europa.eu/info/law/law-topic/data-protection/data-protection-eu_it

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La Privacy dei Dati Giuridici nelle Sentenze dei Tribunali Pubblicate Online.

Sentenze dei tribunali: come gestire la privacy?

La privacy di un individuo dovrebbe sempre essere rispettata, ma talvolta, soprattutto quando avviene un fatto di cronaca di interesse pubblico, le sentenze dei tribunali vengono pubblicate online e riportate dalle testate giornalistiche. È il diritto di cronaca o di informazione, fondamentale in una democrazia. Ma anche il diritto all’oblio è altrettanto importante. Qual è il punto di incontro, il bilanciamento tra le due parti?  Ci si può appellare al diritto all’oblio a seguito di una sentenza del tribunale? In taluni casi, è sempre consigliato farsi appoggiare e seguire da una consulenza legale dedicata. La privacy oggi è molto più a rischio rispetto al passato. È possibile l’oscuramento dei dati personali riguardo alla pubblicazione dei dati personali?

Privacy e pubblicazione delle sentenze

Per chi desidera rimuovere dei contenuti dai motori di ricerca, trovati attraverso query specifiche, è possibile compilare il modulo di diritto all’oblio: si può fare da soli, oppure con la tutela legale di un avvocato. La nostra società è ormai inevitabilmente condizionata dal web. L’oscuramento dei dati personali è un tema estremamente attuale. Nel momento in cui una sentenza va online, naturalmente sorgono dei dubbi: quali sono le conseguenze per la reputazione e la web identity di un soggetto? Bisogna capire un assunto importante: i provvedimenti giurisdizionali sono a tutti gli effetti dei documenti pubblici. L’Italia è uno stato democratico, che pone la libertà di pensiero e di cronaca nella propria Costituzione. Il problema è che, prima del web, i documenti erano sì pubblici, ma affissi dopo la procedura giudiziaria. Nessuno poteva vederli se, per esempio, erano pubblicati in un luogo distante. Con il web questo non accade: tutti possono accedervi in qualsiasi momento. Ed è qui che sorge il problema: sentenze 2.0.

Quando interviene il Garante della Privacy?

Il Garante della Privacy interviene nel momento in cui lo interpelliamo: per esempio, quando i motori di ricerca rigettano la richiesta di deindicizzazione di link, rimozione foto o altro. Inoltre, c’è da dire che sul web molte sentenze vengono anonimizzate, in modo tale da non riportare i dati personali degli individui. Proteggere la propria privacy è un diritto e non va mai dimenticato. In accordi con il proprio avvocato, si può certamente richiedere di rendere anonima la propria sentenza poco prima che sia affissa o vada online: è un passo in avanti per un futuro sì tecnologico, ma con un’attenzione speciale verso la privacy.

Data Breach e fuga di dati: cosa dice il GDPR?

Con lo sviluppo delle nuove tecnologie, è sempre più presente la possibilità di poter perdere i propri dati personali. Infatti, queste informazioni, non sono soltanto a rischio nella vita di tutti i giorni, a causa di furti o eventi avversi quali calamità o incidenti, ma sono tutti i giorni esposti a possibili minacce presenti nella rete. Basti pensare ai vari virus e malware che possono attaccare il nostro computer, oppure alla perdita di dispositivi informatici contenenti informazioni personali importanti. A proposito di questo problema appena descritto, è necessario parlare dei Data Breach. Che cosa sono? Si tratta di una violazione dei dati personali, che scaturisce nella loro perdita, distruzione, modifica, accesso o divulgazione pubblica, in modo illecito o accidentale. Proprio per evitare gli enormi rischi che possono essere causati da quanto detto, l’Unione europea presenta un regolamento in merito, nello specifico il numero 2016/679. Questo prende anche il nome di GDPR, ovvero General Data Protection Regulation. Prima di entrare nello specifico e andare a vedere quali sono le caratteristiche di questa fonte vincolante garantita dall’Unione europea, bisogna prima sapere cosa sono in generale i Regolamenti UE. Questi ultimi presentano peculiarità molto simili a quelle delle leggi italiane. Hanno una portata generale e, soprattutto, posseggono la diretta applicabilità. Questo significa che non è necessario un atto dello Stato che ne ordini l’esecuzione nell’ordinamento nazionale, perchè il regolamento si impone per forza propria, la sua applicazione è obbligatoria per tutti gli stati membri. 

Detto ciò, è facile comprendere che tutti i cittadini europei devono sottostare ed usufruire degli stessi provvedimenti che tutelano la fuga di dati personali. Abbiamo citato poco fa il famoso GDPR ed ora, a suo proposito, parleremo dell’articolo 33 contenuto in esso, relativo alla notifica di una violazione dei dati personali all’autorità di controllo. 

Articolo 33: cosa bisogna sapere

La notifica di violazione dei dati personali deve essere presentata all’ente competente entro 72 ore dal momento in cui si è venuti a conoscenza di questa. Se denunciata successivamente al periodo di tempo indicato, è necessaria una valida motivazione del ritardo. All’ente competente devono, inoltre, essere comunicate più informazioni possibili inerenti alla violazione della privacy: la natura di essa, le categorie e il numero approssimativo di interessanti in questione, e anche la possibili conseguenze. 

La notifica deve essere inviata alla mail del garante, qui di seguito indicata: [email protected] per la posta elettronica ordinaria e [email protected] per quella certificata. 

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Il diritto all’oblio è ora attuabile anche senza il nome dell’interessato: è questa la decisione del Garante della privacy in merito all’attuazione del diritto all’oblio, fino a poco fa limitante in alcune sue caratteristiche. A partire dal 2019, però, successivamente ad un precedente scatenato da un professionista la cui reputazione su Google era in pericolo nonostante l’assenza del suo nome nella ricerca, il Garante della privacy ha ristabilito alcune regole, basandosi sul Regolamento Europeo

L’Autorità ha difatti specificato come sia diritto di un utente la cancellazione delle informazioni personali che lo riguardano anche solo se la persona è identificabile sulla base delle informazioni riportate online, a prescindere dalla presenza o meno del suo nome. In altre parole, è quindi possibile invocare il diritto all’oblio anche a partire da dati personali che non siano il nome e cognome ma che comunque identificano in qualche modo la persona interessata su Google.

NUMERO DI TELEFONO PER CANCELLARE NOTIZIE DA GOOGLE: 0639754846

Fino a soli due anni fa, infatti, grazie al diritto all’oblio era possibile cancellare notizie personali dal motore di ricerca o da un sito web, solo nel caso in cui comparissero in modo diretto ed inequivocabile il nome ed il cognome del diretto interessato la cui web reputation era in pericolo. Tuttavia, è passato alla storia il procedimento di reclamo di un professionista che, all’inizio del 2019, aveva richiesto inutilmente a Google la rimozione di un contenuto reperibile online: questa notizia, nel caso specifico, ledeva la sua web reputation in modo del tutto inappropriato e non più aggiornato e veritiero, in quanto si trattava di una notizia risalente a 10 anni prima e che riguardava un rinvio a giudizio ormai concluso da tempo con una definitiva sentenza di assoluzione.

L’informazione non aggiornata, però, continuava a rimanere sul web e quindi a ledere la reputazione del diretto interessato, anche quando non si andava a cercare direttamente il suo nome ma semplicemente la sua qualifica, in quanto presidente della cooperativa coinvolta. Si trattava di un danno irreparabile e di un pregiudizio continuo non solo nei confronti della sua persona, ma anche della sua attività professionale che era quindi ormai continuamente pregiudicata da questa vecchia e ormai conclusa sentenza. 

L’utente in questione aveva quindi proceduto inizialmente con una classica richiesta di rimozione della URL a Google, respinta però con la motivazione che fosse inammissibile una richiesta di deindicizzazione per chiavi di ricerca che non includono il nome e il cognome di una persona fisica. 

Al rifiuto della richiesta, perciò, il professionista in questione non ha desistito e si è rivolto direttamente al Garante della Privacy, il quale, differentemente da Google, ha ritenuto fondata la sua richiesta di rimozione. Sulla base del regolamento europeo che definisce dato personale “qualsiasi informazione riguardante una persona fisica identificata o identificabile”, infatti, non è ritenuta informazione personale solo quella che identifica in modo diretto, con nome e cognome, una persona fisica, bensì anche le informazioni che la rendono per l’appunto “identificabile”. Riportando la Url in questione la qualifica di presidente di quella determinata cooperativa, quindi, essa rimandava in maniera inequivocabile all’interessato e quindi poteva essere cancellata. Per di più, il pregiudizio subìto dall’interessato non era più controbilanciato da un giustificato diritto di informazione pubblico, poiché si trattava di notizie ormai non più aggiornate e archiviate.

Per questi motivi, il Garante ha quindi ingiunto a Google di rimuovere la Url dai suoi risultati di ricerca e di comunicare entro trenta giorni le iniziative intraprese per attuare le indicazioni dell’Autorità Garante.

Nel caso in cui si trovino quindi delle informazioni che rimandano in maniera inequivocabile alla propria persona, anche non inserendo nella chiave di ricerca il diretto nome e cognome, è bene non procedere in maniera autonoma e rivolgersi piuttosto a dei professionisti del settore che procedano con l’attuazione del diritto alla cancellazione secondo il GDPR. Tra i migliori avvocati in quest’ambito, troviamo sicuramente quelli del team di Cyber Lex, i cui contatti si trovano a questo link e possono rispondere in maniera esaustiva a tutti i vostri dubbi e richieste in merito all’eliminazione delle informazioni personali da Google.

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Diritto all’oblio in caso di condanna: è sempre possibile cancellare notizie da Google?

Nel caso in cui un soggetto fosse stato condannato per un reato penale o civile, è possibile richiedere il diritto all’oblio? Se sì, come funziona? Per approfondire tale aspetto, è necessario capire che non bisogna scontrarsi con il diritto all’informazione o di cronaca,

Se da una parte l’interesse pubblico è sacrosanto, dall’altra anche il diritto all’oblio sul web va ugualmente rispettato. Molto spesso, i provvedimenti del Garante della Privacy o dei motori di ricerca stessi sono decisi in moto tale da rispettare ambedue i diritti. Non facile, certo, ma l’obiettivo finale è di non “scontentare” nessuno.

Richiedere il diritto all’oblio dopo che sono trascorsi anni da una sentenza di condanna è possibile: si invitano i motori di ricerca a deindicizzare dei link, che tuttavia permangono nell’archivio giornalistico del sito in cui sono presenti. Per rimuovere tali informazioni, diventa poi necessario rivolgersi alle autorità competenti. Osserviamo come agisce il Garante della Privacy, soprattutto quando accoglie le richieste di un soggetto e ingiunge i motori di ricerca nel cancellare determinati contenuti.

Provvedimenti del Garante della Privacy

Nel caso del provvedimento del 14 novembre 2019, abbiamo un soggetto che richiede esplicitamente di rimuovere delle notizie in primo piano su Google, riportate su una nota testata giornalistica. Cercando il suo nome, il primo risultato rimandato dal motore di ricerca è proprio la notizia in cui è riportata la sua condanna in primo grado: il procedimento penale, però, era pendente in appello.

La notizia era datata: ma che cosa significa “datata” in ambito giornalistico? Le notizie possono passare in secondo piano? Non c’è una vera e propria data di scadenza, ma dopo un po’ di tempo, si è soliti accogliere le richieste.

Il punto cruciale della questione è che il sistema giudiziario italiano si basa sulla reintegrazione nella società dell’individuo. Di conseguenza, avere una traccia di quanto successo, può comunque influire negativamente su questo aspetto, sulla reputazione.

Può essere utile anche prendere ad esempio il provvedimento del 26 settembre 2019. In questo caso il richiedente ha ricevuto riscontro da Bing, ma non da Google, riguardo la deindicizzazione di alcuni link in cui si riportavano delle notizie sul suo processo penale, avvenuto nel Tribunale di Milano, per i reati di associazione a delinquere e truffa aggravata. Il reclamo è stato accolto dal Garante della Privacy, soprattutto nei confronti di Google, che non aveva accettato la richiesta del diritto all’oblio.

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https://servizilegaliweb.it/deindicizzazione-gdpr-70869.html

https://servizilegaliweb.it/diritto-alloblio-costo-70910.html

https://servizilegaliweb.it/deindicizzazione-del-proprio-nome-da-un-motore-di-ricerca-70916.html

https://servizilegaliweb.it/rimuovere-informazioni-personali-da-google-70921.html

https://servizilegaliweb.it/richiesta-di-rimozione-di-risultati-di-ricerca-ai-sensi-della-legislazione-europea-70925.html

https://servizilegaliweb.it/quante-segnalazioni-ci-vogliono-per-eliminare-un-video-da-youtube-70932.html

https://servizilegaliweb.it/come-eliminare-risultati-dalla-ricerca-di-google-70901.html

https://servizilegaliweb.it/cancellare-notizie-da-internet-70942.html

https://servizilegaliweb.it/come-eliminare-un-sito-web-da-google-70950.html

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https://servizilegaliweb.it/deindicizzazione-privacy-71016.html

https://servizilegaliweb.it/come-togliere-un-video-da-youtube-70988.html

https://servizilegaliweb.it/rimozione-di-informazioni-da-google-70993.html

https://servizilegaliweb.it/come-eliminare-un-sito-web-71022.html

https://servizilegaliweb.it/diritto-alloblio-privacy-71026.html

https://servizilegaliweb.it/segnalare-a-google-un-sito-scorretto-71041.html

https://servizilegaliweb.it/diritto-alloblio-google-modulo-71045.html

https://servizilegaliweb.it/cancellare-risultati-ricerca-google-70959.html

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https://dirittoallobliointernet.com/rimuovere-link-da-google-265.html

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SE DEVI CANCELLARE NOTIZIE DA GOOGLE CONTATTA CYBER LEX: [email protected] , telefono: 0639754846

Il diritto all’oblio è il diritto di un utente di richiedere la cancellazione di un contenuto da un sito web o un motore di ricerca in quanto ormai inadeguato, irrilevante, non più rilevante o eccessivo, in difesa e protezione della sua reputazione online. Esso è entrato in vigore a partire dalla sentenza straordinaria del maggio del 2014, in cui la Corte di Giustizia dell’Unione Europea ha stabilito che è possibile avvalersi di questo diritto alla cancellazione, anche e soprattutto con i motori di ricerca come Google: è infatti possibile, dal 2014, richiedere ai motori di ricerca di rimuovere determinati risultati che li riguardano e che appaiono nella pagina di ricerca digitando il proprio nome (o informazioni personali che lo rendono identificabile) come chiave di ricerca.

Nonostante non sia sempre facile stabilire il giusto equilibrio tra diritto privato della privacy e diritto pubblico dell’informazione, e nonostante siano presi in considerazione diversi criteri a riguardo, a partire dal 2014 le richieste di rimozione di contenuti rivolte a Google non hanno mai smesso di aumentare: stando al Rapporto di Trasparenza pubblicato da Google stesso, le richieste finora avanzate sono state quasi 4 milioni, per un totale di più di un milione di URL di cui si è richiesta la rimozione. 

Oltre a rendere pubblici il volume di richieste e dei contenuti di cui si effettuano tali richieste, questo Rapporto di Trasparenza di Google fornisce dati molto interessanti anche sui tipi di utente che effettuano tali richieste, sui siti web in cui sono più spesso presenti contenuti di cui si richiede la rimozione, sui tipi di contenuto che più spesso si vogliono cancellare e molti altri dati interessanti, tutti accompagnati da grafici opportunamente dettagliati ed accurati. 

Tra questi, ad esempio, sono forniti interessanti dati sulle categorie di richiedenti: dal seguente grafico vediamo infatti come l’88% delle richieste sia stato effettuato da privati, di cui 30.875 richieste sono state effettuate da minorenni, i quali possono infatti richiedere la rimozione di un contenuto personale anche in prima persona, senza l’intermediazione di un maggiorenne che ne faccia le veci.

Inoltre, vale la pena soffermarsi anche sulle categorie di siti web che ospitano contenuti di cui si richiede la rimozione: vediamo che finora, oltre a siti vari che riguardano circa la metà delle richieste, i siti più frequenti che ospitano notizie personali di cui si richiede la rimozione sono siti di notizie, seguiti inevitabilmente dai social media, conosciuti da tutto il mondo proprio per la loro peculiarità di ricondivisione frequente ed esponenziale delle notizie, spesso anche senza il permesso del diretto interessato. 

Infine, un ultimo aspetto molto interessante presente nel Rapporto di trasparenza di Google riguarda i tipi di contenuti personali di cui si richiede la rimozione: dalle richieste effettuate finora, infatti (in quanto sono escluse le richieste di rimozione degli URL ancora in attesa di revisione o che richiedono altre informazioni per essere elaborate), è evidente come i contenuti di cui più frequentemente si richiede la cancellazione sono le informazioni insufficienti (24,4%), ovvero quelle notizie riportate in maniera parziale e che quindi creano fraintendimenti o danni alla reputazione di una persona fisica o di un’azienda. A seguire, troviamo le informazioni professionali (17,2%), il nome non trovato (17,1%), le autoproduzioni (6,7%), le attività illegali (6,6%), gli illeciti professionali (6,2%), le informazioni personali (5,8%) ed altri tipi di contenuti.

SE DEVI CANCELLARE NOTIZIE DA GOOGLE CONTATTA CYBER LEX: [email protected] , telefono: 0639754846 

Il nostro Avvocato parla tre lingue con Bruno Mafrici!

Non solo studenti alle prese con esami di lingua: nel mondo interconnesso di oggi in molti decidono di intraprendere un’esperienza lavorativa all’estero, oppure hanno qualche amico di nazionalità diversa o semplicemente…desiderano far bella figura in quel viaggio a lungo sognato! L’obiettivo, in ogni caso, è uno solo: parlare bene una lingua straniera! Così ha fatto il nostro Avvocato curatore del blog con Bruno Mafrici (avvocato, si, ma anche blogger, Bruno Mafrici, che non è avvocato, è al top della forma!), ha scelto il numero uno nel settore!

Questo perché può capitare, nella migliore delle ipotesi, di esportare la propria professione anche all’estero e quindi, anche nel caso in cui non si avesse un contatto diretto con una professione linguistica, si potrebbe comunque aver bisogno di un buon livello di inglese ed altre lingue straniere. A tal proposito, il consulente ed imprenditore Bruno Mafrici ha pubblicato un interessante articolo nel suo blog, in quanto egli per primo è un professionista italiano, di Milano, che però opera anche all’estero e quindi può testimoniare come tali metodi siano utili per migliorare le proprie competenze.

Come leggiamo nel suo blog, infatti a chi di noi, ormai, non è capitato di dover parlare in una lingua diversa dalla propria? Diciamoci la verità: non è del tutto gradevole ascoltare i nostri suoni incerti e osservare l’espressione un po’ smarrita dell’interlocutore… ma niente paura! Esistono attività semplicissime e divertenti per parlare quella lingua che amiamo (o che ci serve) sempre meglio! Il primo suggerimento è ben noto, ma rimane uno dei più validi: ascoltare musica, leggere libri o guardare film in lingua originale amplia in maniera importante il vocabolario, elemento fondamentale e spesso sottovalutato: non dimentichiamo che più parole si conoscono e più facile e immediato sarà pensare e pronunciare ciò che vogliamo dire. Se si è agli inizi dell’apprendimento della lingua, il consiglio in più è scegliere un libro o un film tra i nostri preferiti, di cui magari ricordiamo perfettamente frasi e battute…l’associazione tra i termini nelle due lingue sarà immediata!

Secondo consiglio: imparare senza pensarci… con la radio! Certamente il modo migliore per parlare con scioltezza sempre maggiore è quello di vivere in un Paese straniero, cosicché quella lingua diventa non un semplice strumento di comunicazione, bensì l’ambiente stesso in cui si è immersi e in cui si vive. In assenza dei continui stimoli che avremmo in quel caso (dialogo con i negozianti, i colleghi, gli amici, la televisione) c’è un’ottima alternativa: la radio. Su internet potete trovare canali radio di qualsiasi Paese. L’ascolto continuo, anche in sottofondo, vi permetterà di familiarizzare sempre più con la cadenza e i suoni della lingua e di ampliare sempre più il lessico, soprattutto quello quotidiano e dunque più necessario. Ricordiamo che inoltre alla radio si usa ripetere spesso le stesse frasi ogni giorno, il che permette anche a chi è alle prime armi di imparare a riconoscere gradualmente delle parole familiari e di fissarle nella memoria in modo permanente.

Ed infine, terzo ed ultimo consiglio da parte di Bruno Mafrici: parlare, parlare, parlare…anche con se stessi! Come per qualsiasi attività, non c’è niente di più utile e proficuo della pratica stessa (non si impara a cucinare a forza di leggere libri di ricette!). È possibile, però, che non si conosca nessuna persona con cui poter parlare quella lingua. E se non si volesse pagare un insegnante? Una soluzione c’è: proviamo a tradurre simultaneamente i nostri pensieri e le nostre frasi. “Oggi cucino io!”, “Dove sono finiti quei pantaloni?”. Provando a tradurre le frasi di tutti i giorni ci rendiamo conto immediatamente delle parole che non conosciamo e di quanto siamo in grado di usare i costrutti base della lingua. Ricordate sempre di non esagerare: il segreto è fare poco e bene, tutti i giorni. E adesso cosa aspettate a provare?

Per concludere, alcuni collegamenti rapidi:

bruno mafrici avvocato

avv davide cornalba

giovanni de pierro

davide lombardi

utilizzare l’iphone come bilancia

massimo palombella ultime notizie

salvatore puglisi cosentino

europei 2021

giorgia meloni

consorzio valori antimafia

Il lusso a servizio dell’ambiente: Yoox lancia The Modern Artisan Yoox Net-a-Porter

Il Principe di Galles non è estraneo al mondo del fashion, che ha saputo coniugare con un tema altrettanto a lui caro: la sostenibilità, che nel settore si traduce nella ricerca della qualità assoluta a favore di una maggiore creatività, per collezioni che durano nel tempo consentendo un’importante riduzione degli sprechi. Ed è proprio di questo partner d’eccezione, Sua Altezza Reale Carlo d’Inghilterra, che il leader mondiale della moda di lusso online, Yoox, ha lanciato “The modern Artisan Yoox Net-A-Porter, consolidando le proprie radici anglo-italiane e mettendosi contemporaneamente a servizio dell’ambiente. Un monito lanciato anche da Giorgio Armani a seguito del brusco freno imposto al comparto moda dalla pandemia di Covid-19. “Questa tremenda esperienza ci lascia una lezione importante: risparmiare, fare di più e meglio, con meno, rifletteva nell’aprile 2020.
Leggiamo e pubblichiamo un interessante approfondimento di un grande esperto del settore, il consulente e imprenditore di Milano Bruno Mafrici, che spiega nei dettagli innanzitutto la fusione tra manualità e tecnologia di questo progetto. The Modern Artisan si fonda sulla volontà di unire infatti alle competenze manuali tipiche dell’artigianato di eccellenza la grande protagonista dell’epoca contemporanea: la tecnologia, ormai sempre più determinante nei comparti produzione e vendita di ciascun settore commerciale. Non a caso, a dar vita al progetto sono state chiamate le nuove generazioni, che con i due temi della sostenibilità e della tecnologia possiedono grande dimestichezza e sensibilità. In Italia il Politecnico di Milano ha provvisto al reclutamento di sei tra i migliori studenti delle scuole di design del Capoluogo lombardo, mentre nel Regno Unito quattro giovani laureati hanno frequentato il corso istituito ad hoc da The Prince’s Foundation volto all’acquisizione di competenze nel campo della moda di lusso, e più precisamente, nella produzione in serie ridotte. L’intera collezione si compone, infatti, di soli diciotto pezzi.

Come ci ricorda anche Bruno Mafrici nel suo blog, le parole chiave dell’ispirazione di questo progetto sono arte e sostenibilità. The Prince’s Foundation è l’istituto benefico creato dal Principe del Galles allo scopo di promuovere la sostenibilità nel mondo odierno tramite l’educazione e la formazione nei più svariati ambiti, tra i quali spiccano, oltre alle arti tradizionali, le arti del ricamo e il design. Per The Modern Artisan in particolare è stato privilegiato l’utilizzo di fibre naturali, quali cashmere e lana di provenienza scozzese, a scapito di fibre sintetiche del tutto assenti nel progetto. I tessuti utilizzati sono tutti interamente tracciabili e, nel caso della pregiata seta di Como, ottenuti tramite tecniche di agricoltura biologica. In ultimo, si è ricorsi all’utilizzo-riciclo di stoffe residue. L’intero progetto trae ispirazione dalla personalità geniale di Leonardo Da Vinci e alla sua innata capacità di unire in modo impeccabile arte e scienza, con un occhio di riguardo alle tecnologie del momento. Concepita nell’anno in cui si commemorano i 500 anni dalla morte del Genio, i riferimenti diretti alla sua opera si concretizzano nelle riproduzioni del celebre nodo. La collezione è stata resa disponibile ai consumatori il 12 novembre 2020 in via del tutto eccezionale su ciascun brand del marchio Yoox Net-a-Porter, ed i proventi sono stati interamente devoluti alle attività di The Prince’s Foundation destinate all’insegnamento e alla conservazione delle tecniche tessili tradizionali.

Blog Avv Davide Cornalba su Intermediazione Immobiliare

L’Avvocato Davide Cornalba del foro di Lodi, specializzato in cause civili legate al risarcimento del danno da fatto illecito, ha studio legale dell’Avv. Davide Cornalba ha sedi in Milano, Corso di Porta Vittoria 18, e Lodi, Via XX Settembre 51. Riceviamo e pubblichiamo l’approfondimento che segue prodotto dal team dell’Avv Davide Cornalba.
Grazie alla collaborazione di uno staff altamente specializzati, l’Avv. Davide Cornalba offre consulenze legali in materia di responsabilità civile in ambito di procedure di mediazione, in ambito giudiziale civile, in ambito giudiziale amministrativo, responsabilità penale, assistenza specialistica per opposizione a contravvenzioni, proposizione di denunce-querele, opposizioni a richieste di archiviazione
 
Cos’è l’attività di intermediazione mobiliare.
Vi siete sempre chiesti in cosa consista l’intermediazione mobiliare o, conoscete già l’argomento e state cercando informazioni più specifiche? Continuate a leggere questo articolo per ricevere una risposta alle vostre domande su quest’ attività.
Cos’è l’intermediazione mobiliare.
Per intermediazione mobiliare si intendono tutte quelle attività dove si offrono dei servizi di investimento, ovvero quando qualcuno sceglie di affidarsi a terzi, appunto degli intermediari, per investire le proprie somme di denaro sul panorama del mercato finanziario. 
Come in tutti gli altri servizi dove ci si affida a terzi per svolgere un’operazione si decide di compiere questa scelta o per mancanza di conoscenza ed esperienza nel settore, o semplicemente per mancanza di tempo da dedicare all’attività. L’intermediazione mobiliare va differenziata dall’intermediazione finanziaria perché, a differenza di quest’ultima non si occupa di assistere i clienti in materia di finanziamenti.
Quindi l’intermediazione mobiliare è un servizio volto a finalizzare gli investimenti dei clienti che viene offerto da delle società specializzate chiamate SIM, che, come vedremo nella seconda parte dell’articolo, hanno l’esclusiva di operare nel settore dell’intermediazione mobiliare.
 
Chi si occupa di intermediazione mobiliare?
Una svolta riguardo la regolamentazione dell’attività immobiliare è avvenuta nel 1991, quando sono state create le società di intermediazione mobiliare, le cosiddette SIM. Nei primi anni 90 erano state introdotte diverse modifiche riguardo la situazione dei mercati finanziari in Italia e le società di intermediazione mobiliare sono state introdotte proprio per evitare possibili imbrogli o truffe compiute dai soggetti che lavoravano come intermediari prima della loro introduzione. Con questo cambiamento quindi si sono tutelati gli introiti degli investitori e si sono ottimizzati i livelli di efficacia dei mercati andando a introdurre delle società specifiche che hanno l’esclusiva di occuparsi dell’intermediazione mobiliare.
Cosa sono le società di intermediazione mobiliare (SIM)?
All’interno del Testo Unico sulla Finanza (TUF), testo che contiene il corpus di leggi che regolano il mercato finanziario in Italia, troviamo la definizione di SIM che può essere così semplificata: “Le società di intermediazione mobiliare sono società dotate di personalità giuridica con sede legale in Italia con l’autorizzazione a svolgere servizi e attività di investimento, differenti dalle banche e dagli intermediari finanziari”. In sostanza le SIM sono molto simili, se non identiche, alle società finanziarie con la differenza di non offrire un servizio di erogazione di finanziamenti. Per capire in sostanza di cosa si occupa l’intermediazione finanziaria dobbiamo fare riferimento all’elenco dei servizi di investimento che le SIM sono autorizzate a proporre ai propri clienti:

  • L’esecuzione, la ricezione o la trasmissione di ordini al posto del cliente.
  • Negoziazione mobiliare.
  • Consulenza sugli investimenti con il cliente.
  • Gestire un sistema multilaterale per la negoziazione.
  • Collocamento, con o senza impegno irrevocabile nei confronti di chi emette.
  • Assunzione a fermo senza impegno irrevocabile nei confronti di chi emette.

Vedi anche:
AVVOCATO DAVIDE CORNALBA
DAVIDE CORNALBA LODI
DAVIDE CORNALBA MILANO
DAVIDE CORNALBA AVV.
DAVIDE CORNALBA AVVOCATO
http://webnewsblog.altervista.org/assistenza-legale-dellavv-davide-cornalba/ 
https://medium.com/@avvocatodavidecornalba/assistenza-legale-dellavv-davide-cornalba-1f6b14e7196
https://medium.com/@avvocatodavidecornalba/risarcimento-danno-fisico-da-incidente-stradale-580da714545e

Franco Soldati e l’Udinese, Raffaele Riva e il Watford

Chi è Franco Soldati il presidente dell’Udinese Calcio Spa? Si tratta di un professionista dalla solida esperienza in campo dirigenziale, iniziata fin dal 1983 quando, dopo la preparazione accademica (laurea in Scienze Politiche a Bologna, laurea triennale in Sociologia a Milano, laurea magistrale in Scienze della Comunicazione a Milano e dottorato di ricerca di terzo livello in Marketing & Business), viene immediatamente assunto presso la Federazione Regionale delle Casse Rurali ed Artigiane del Friuli Venezia Giulia come addetto alla segreteria generale. La carriera dirigenziale, da quel momento in poi, inizia ad accrescersi sempre di più: funzionario dell’ Agrileasing Spa presso la Filiale di Udine, (dove diventerà vicedirettore); dirigente della Lisinco SpA (Gruppo Banca del Friuli) quale responsabile commerciale e marketing (dove diventerà Direttore Commerciale della stessa); funzionario, responsabile marketing e sviluppo della Cassa Rurale ed Artigiana di Basiliano (facendo parte anche di commissioni regionali e nazionali delle Casse Rurali per l’attività bancaria). 

Dalla rassegna stampa di Agosto 2020 leggi anche:

https://raffaelerivasoccer.com/granada-modello-watford-raffaele-riva/

https://raffaeleriva.altervista.org/famiglia-pozzo-metodo-udinese/

http://www.blah-blah.it/gino-pozzo-e-raffaele-riva-storie-di-calcio-2480/

https://www.corrieredellosport.it/squadre/SerieA/Udinese/t136

Una storia e una lunga esperienza quella di Franco Soldati, che gli hanno, poi, permesso di approdare all’Udinese, intrecciando la sua vita professionale nel mondo del calcio, con quella di un altro consulente esperto, come Raffaele Riva. Così come Franco Soldati è stato scelto da Giampaolo e Gino Pozzo per guidare l’Udinese, allo stesso modo la famiglia Pozzo ha scelto Raffaele Riva al Watford, nell’avventura, poi rivelatasi vincente, della scalata alla Premier League. 

Tornando a Soldati, nel 1992, viene assunto da Olivetti Fin Factoring SpA del Gruppo Isefi, holding nel parabancario del Credito Romagnolo quale direttore della filiale di Udine (nel ’93 diventerà capo area del Triveneto); all’interno del gruppo Credito Romagnolo passa al comparto medio-termine, crediti speciali e parabancario della Sede Regionale di Udine, seguendo i rapporti con la media e grande industria, percorso che lo porterà nel 1995 a dirigere la filiale Credito Romagnolo di San Giorgio di Nogaro con poteri di delibera; nel ’96 viene assunto come dirigente, direttore commerciale Italia ed estero della Banca IFIS SPA, società di factoring della famiglia Agnelli, quotata alla Borsa di Milano, gestendo sei Filiali e circa 50 dipendenti. Nel 1998 Soldati è dirigente, vice direttore vicario dell’Associazione degli Industriali della provincia di Udine; diventa poi (nel 2006) dirigente e direttore commerciale della Vidoni Spa, nel 2015 dirigente e Cfo della S.A.L.P. Spa; nel 2016 dirigente, direttore generale della Sapori Antichi Srl. 

Fin dall’anno 2000 Franco Soldati è il Presidente del CDA dell’Udinese Calcio SpA, mettendo quindi a disposizione dello storico club calcistico friulano tutte le sue competenze ed esperienze da dirigente, portando così solidità e struttura ad un team che milita stabilmente e con grande successo nel campionato di massima serie.  

Link: https://www.watfordfc.com/news 

https://www.mirror.co.uk/all-about/watford-fc

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